EGOSYSTEMA - ''Change Reality''

EGOSYSTEMA

"CHANGE REALITY"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Un triangolo amoroso e conseguenti litigi, ripercussioni e vendette… Soap Opera? No, semplicemente le linee guida del concept su cui si sviluppa “Change Reality”, secondo album della band vercellese Egosystema. Questa band Alternative Metal ha pubblicato un primo album cantato in italiano nel 2014 (“Dentro Il Vuoto”), al quale segue un periodo di difficoltà ed un importante riassestamento della lineup. “Change Reality” vede la luce nel mese di Aprile del 2017, pubblicato da Ghost Label Record, ed è formato da 10 brani cantati in inglese e caratterizzati da un sound più duro rispetto a quelli del predecessore. La band è formata da:

 

Riccardo Lorenzini – Voce;

Luca Birocco – Chitarra;

Davide Porcelli – Basso;

Samuele Costanzo – Batteria;

Davide Cristofoli – Tastiere & Synth.

 

Ma ora passiamo alla musica con una breve intro (tra l’altro non segnalata e che quindi porta a 11 il numero delle tracce) a base di suoni elettronici e una lieve melodia in sottofondo. Questo breve preambolo ci apre la strada per “Innocence Betrayed”: chitarra aggressiva e basso prorompente danno il via al brano, che ripete per un po’ il riff in modo da mettere in evidenza il graffiato del cantante, dotato di una timbrica discretamente acuta. Il ritornello risulta essere la parte più movimentata, ma non è da dimenticare l’intenso bridge e il bel solo di chitarra, dal sapore vagamente anni '80. A seguire troviamo “Limits” e la sua introduzione nettamente a stelle e strisce. La strofa è molto melodica e soft, il cantato è pulito… La dolcezza però termina presto, quando voce e strumenti confezionano un ritornello dal retrogusto drammatico. Azzeccatissima la parte delle tastiere, essenziale nella sua semplicità. Ma non fatevi trarre in inganno, perché le tastiere saranno anche le protagoniste di un bel assolo prima della conclusione. “Liar” si apre con la batteria piuttosto pesante e una melodia elettronica delle tastiere. La prima strofa sembra portarci in quel Glam moderno che strizza l’occhio all’Hard Rock, ma il ritornello rimette in ordine le carte e il sound si indurisce. Il brano scorre veloce, sembrando anche più breve di quanto sia in realtà. “Get Lost!”: suoni tetri dal sapore spaziale aprono il brano che ben presto si indurisce, accompagnando il cantato con riff di chitarra rocciosi e una base ritmica ben congeniata. Il ritornello risulta essere la parte più lenta, dove però assistiamo ad un buon gioco di voci. Da non perdere gli assoli, sarebbe un vero peccato. “Realize” mantiene uno stretto legame con il brano precedente grazie al lavoro delle tastiere. In diversi punti le sonorità richiamano lo stile dei Disturbed, riuscendo però a mantenere l’identità della band. Tre minuti e mezzo che scorrono veloci, ma che però non lasciano un’impronta nella memoria né in positivo nè in negativo. “You And Me” si apre con sonorità tipicamente americane che si susseguono in questa specie di ballad dal sapore molto radiofonico, nonostante l’aumento d’intensità dello strumentale. Buon brano, in grado di colpire. Passiamo alla successiva “False Friends”, che cambia completamente rotta ed assume sonorità drasticamente più dure ed aggressive. Il cantato sprigiona rancore, le tastiere si ergono a protagoniste per buona parte della prima parte, riprendendo in un secondo momento. Uno strumentale povero di fantasia non penalizza il brano, rendendolo anzi più secco e duro. “Forlorn” coglie alla sprovvista con la sua introduzione di pianoforte ed un cantato lontano ed effettato, il tutto su un tappeto di “archi”. Dopo un minuto si cambia atmosfera, passando ad una strofa quasi acustica, mentre il ritornello lascia sfogare la strumentazione elettrica, pur rimanendo in orbita ballad. Nella seconda metà ritroviamo un giro di tastiere che si ricollega a quelli di “Get Lost!” e “Realize”, prima di un suggestivo finale in tema con l’inizio del brano. “Never Again” ci accompagna alla conclusione: un’introduzione alla Adrenaline Mob con aggiunta di tastiere ci scorta verso il vivo del brano, potente e a tratti leggermente dissonante. Veloce e senza compromessi, il brano scorre che è una bellezza, con tanto di brevi momenti che richiamano lontanamente atmosfere mediorientali. Il disco si chiude con “No Remorse”: il cantato fa immediatamente ripensare ai Disturbed, mentre lo strumentale si allontana inserendo elementi elettronici in primo piano. Probabilmente questo non è il miglior brano per concludere l’album, perché l’ascoltatore rischia di arrivare alla fine pensando a quanto il brano assomigli a quelli della band americana invece di riflettere sul senso del concept.

 

Quando si legge la dicitura Alternative Metal ci si aspetta tutto e niente, rimanendo comunque a volte delusi… Non è il caso di questo album: le canzoni non superano praticamente mai i quattro minuti, rendendo la già buona proposta ancora più scorrevole. Non c’è un pezzo che spicca sugli altri, perché il livello del disco è piuttosto omogeneo, riuscendo a mantenere viva l’attenzione degli ascoltatori. Se proprio vogliamo trovare una pecca, possiamo identificarla con quella specie di ghost track all’inizio che spiazza e crea confusione con i titoli. Per il resto l’album è godibilissimo e ben realizzato.

 

 

 

 

TRACKLIST

(0. Ghost Intro)

1. Innocence Betrayed

2. Limits

3. Liar

4. Get Lost!

5. Realize

6. You And Me

7. False Friends

8. Forlorn

9. Never Again

10. No Remorse

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 12 Ottobre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati