ECATHE - ''Hearth'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ECATHE

"HEARTH"

A cura di Irene Bargelli

Passa il tempo, gli interessi musicali cambiano e le strade della vita si separano, ma certi nomi restano familiari ed è questo il caso degli Ecathe, provenienti da Brescia e dintorni: nella formazione ritroviamo infatti Gabriele Albini (voce e chitarra), Luca Spillare (tastiere e cori), Daniel Ferrari al basso e Fabio Orticoni che collabora alla batteria, tutti rinati dalle ceneri dei Darkbreath.

 

La loro voglia di farsi sentire non è certo un segreto e per questo motivo ho avuto l'onore di poter ascoltare "Hearth" prima della data di pubblicazione, prevista per il 30 Novembre (save the date!) e potervene così parlare. Partiamo dal titolo "Hearth", il focolare, il punto di sosta del viaggiatore intorno al quale vorticano storie più o meno inventate, ma sempre appartenenti al proprio trascorso: con questo EP, il trio vuole fermarsi e raccontarsi a tutti gli ascoltatori.

 

Le 4 tracce sono dunque parte di un percorso che inizia con "The Last Breath", un brano malinconico e dalle sonorità calde che tratta di sogni infranti e morte spirituale, un evidente riferimento ed omaggio alla precedente band in quanto si tratta dell'ultimo brano scritto prima dello scioglimento della stessa. Senza rancori si avviano a porre fine al capitolo iniziandone un nuovo, tutto loro, un ultimo respiro del passato, un ricordo alle persone lasciate indietro. A spezzare l'atmosfera si inseriscono parti strumentali che già presentano all'ascoltatore le capacità esecutive di questi ragazzi, in più la decisione di inserire il crepitio di un vinile nell'introduzione e in chiusura è un tocco di classe che rende veramente giustizia al brano per il tema trattato e perfettamente in linea con la sua struttura. In corrispondenza alla trama musicale semplice, ma affatto banale, si trovano riferimenti anche a grandi poeti quali John Keats di cui viene riportato parte dell'epitaffio e all'antologia di Spoon River di E.L.Masters.

Un'incalzante intro di basso e batteria ci trascina alla seconda traccia, "Cursed", in cui si parla di un amore triste, maledetto e con poche certezze. Potremmo dividere la canzone in due parti distinte che si alternano: una prima dove la scena è dominata da una voce molto effettata, accompagnata dagli strumenti che le fanno contorno, e una seconda dove la potenza è distribuita tra tutti i componenti riprendendo un po' lo stile dell'intro. Forte la presenza di stacchi strumentali degni di nota. Liberi di non credere alle coincidenze o ai segni del destino, ma "Cursed" non è solo il titolo del brano, ne è un'involontaria descrizione: Gabriele e Daniel hanno raccontato aneddoti legati a questa canzone che seriamente li hanno portati a definirla "La Maledetta", perchè durante la sua composizione e i successivi ascolti accadeva sempre qualcosa di talmente imprevisto e inquietante per non collegare titolo ed eventi.

Passando al terzo brano non posso negare di essere arrivati ad uno dei miei preferiti. "Megalovania" è interamente strumentale, un arrangiamento in perfetto stile Ecathe della colonna sonora del videogioco Undertale: 2:45 minuti di effetti da 8bit uniti ad atmosfere fantasy e ritmiche irregolari. La scelta non è casuale, questa colonna sonora è presente nel momento in cui appare un avversario difficile da combattere e allo stesso modo loro si affermano pronti ad affrontare i loro scogli con la stessa tenacia e forti di loro stessi.

La capacità compositiva e di arrangiamento dei brani ci dona questa piccola perla prima di condurci al vero diamante dell'EP: "Nightfall/Nyctophilia/The Kingdom Of The Night". Il quarto ed ultimo brano di "Hearth" è un inno al metal nordeuropeo e non basterebbe un papiro per raccontare tutti i particolari di questo brano sia per quanto riguarda la parte musicale che per la trama del testo. É una storia dentro l'EP che, come si nota dal titolo, si compone di tre parti. In "Nightfall" si sente una forte influenza degli Opeth principalmente nella lunga e travolgente intro, durante il cantato lo stile torna ad essere fatto su misura per gli Ecathe e la voce di Gabriele. Si racconta di un incubo tremendo e visioni di morte che circondano il protagonista fin quando una voce misteriosa consegna un messaggio "You and Me on the Cliff" ed è così che inizia la seconda parte della narrazione. "Nyctophilia" potrebbe essere definita la ballad della situazione, un'atmosfera cupa e dolce, fatta di sussurri, pianoforte pulito e chitarra acustica ed un basso melodico. Il personaggio principale si reca all'appuntamento, incontra una donna talmente meravigliosa da fare nascere nel suo cuore dei sospetti sulla sua provenienza, fino a quando lei si ricongiunge alla sua parte non-umana e si rivela essere la Luna stessa. Il ritorno alla vera natura di quella donna ha scatenato qualcosa che si presenta a noi tramite "The Kingdom Of The Night", una riaffermazione musicale del potente stile Ecathe, con un avvertimento di terrore citando Lovecraft e il suo Cthulhu che si è risvegliato. Questa traccia, messa in chiusura del primo viaggio Ecathe è una dimostrazione della tecnica e dell'intesità che caratterizzano il progetto: un ascolto ben attento (necessario!) potrà far scoprire anche che in certi punti ogni strumento sembra andare per la propria strada... ogni strada diversa eppure intrecciata e perfettamente incastrata con le altre, proprio come la trama di questo lavoro e la composizione di questo progetto.

 

Arrivati alla fine di questo viaggio non resta che tirare le somme e come si può ben notare, le loro influenze sono molteplici (dai plurinominati Opeth, ai Jethro Tull passando per i Megadeth), ma mantengono uno stile proprio, una sorta di firma necessaria per ogni nuovo progetto che vuole farsi conoscere; riescono a dare spazio ad ogni strumento pur navigando in un genere che raramente lo rende possibile, sanno parlare di incubi e amori incerti senza scadere nel banale, mantenendo sempre un buonissimo livello compositivo e musicale. L'unica pecca? La lieve rigidità dell'inglese, ma si può certo migliorare. Complimenti!

 

 

 

TRACKLIST

1. The Last Breath

2. Cursed

3. Megalovania

4. Nightfall/Nyctophilia/The Kingdom Of The Night

 

 

 

VOTO

9/10

 

Pubblicata il 12 Novembre 2018

ECATHE

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by Robin Bagnolati