DYNAMICA - self titled (Steel on Fire - Metal Webzine)

DYNAMICA

COPERTINA

"DYNAMICA"

A cura di Matteo Perazzoni,

revisione di Giulia Fordiani

Salve a tutti amici di Steel on Fire. Dopo una lunga, e meritata pausa di riflessione, torno a scrivere. Lo faccio perché, in questo periodo di pausa, ho cercato il più possibile di ascoltare nuovo materiale e di imbattermi in realtà sconosciute ai più. Del resto, le recensioni servono a far conoscere artisti sconosciuti.

 

Verso la fine di dicembre, ho trovato letteralmente per caso su Youtube, tra i correlati, una band che si chiama Dynamica. È parecchio complesso cercare di parlare di questo gruppo in una recensione, nel senso che se ne dovrebbe parlare con dovizia di particolari, entrando nel dettaglio e cercando di far capire il più possibile le grandi qualità di questo gruppo. Dovendo fare una breve introduzione, posso affermare di essere rimasto più che altro stupito, oltre che ovviamente interessato alla loro proposta musicale. Il loro Classic Rock (userò questo termine per indicare il sound generale) è a dir poco variopinto. È secondo me poi molto raro trovare un gruppo che si immedesima in un sound Hard Rock, con dei testi in Italiano, soprattutto poi in questo periodo dove c’è fondamentalmente il rischio di rimanere nell’underground a vita. Il disco con il quale ho conosciuto questa band si chiama appunto, "Dynamica". E contiene ben quattordici brani, che secondo me sono un po' troppi per un debutto. Anche perché i brani veramente belli ed interessanti sono i primi dieci. Mi sarei fermato decisamente a dieci brani. Ma andiamo oltre.

 

La band nasce a Modena ed è composta da Marco Berti alle chitarre e voci, Paolo Olivieri alle chitarre, Manuel Furlani al basso e Lucio Grani alla batteria. Attualmente il gruppo è in giro da una decina di anni, nei quali si è esibito in diverse occasioni e festival, arrivando finalista persino a Sanremo Rock. Nel 2014 la band entra in Studio, e dopo ben quattro lunghi anni è in grado di rilasciare questo disco, appunto, "Dynamica".

 

Si potrebbe parlare per ore del perché il nome della band si addice perfettamente allo stile musicale del gruppo, ma adesso è veramente il tempo di iniziare a parlare un po' della musica. Farò una piccola premessa: non sarò qui a dirvi cosa succede in ogni singolo brano, tipo telecronaca. Di contro posso raccontarvi nel complesso e quindi in forma discorsiva cosa succede durante l’ascolto.

 

Si parte subito con il Rock più sparato con “Ombra”, un brano che mette in chiaro alcune cose: qui di tecnica ce n’è, e viene usata al servizio della Musica. E c’è anche una cura del testo molto evidente, da qui in poi non ci sarà bisogno di ribadire che ogni testo tratterà di un argomento in modo intelligente, andando ad eviscerare degli aspetti interessanti ed universali nella vita di tutti. Come detto poco fa, tecnica ce n’è ma è calibrata. Si prosegue con “Vivere ancora un po'”, altro brano che spinge sull’acceleratore. Sino ad ora ciò che ascoltiamo è puro Hard Rock, con degli arrangiamenti non troppo pretenziosi ma che ci stanno benissimo in un contesto di Rock Italiano. Con “Pianeta Perso” la faccenda si complica un pochino, infatti i Modenesi in questo brano riescono ad entrare in un mood tutto loro. E qui salta fuori quella che è la tipica caratteristica del cantautorato, ossia riuscire a coniugare musica e testo con ottimi risultati. Con questo brano la band si è spinta oltre il semplice “Rock”, entrando forse inconsapevolmente in territori Pop, New Wave o chissà cos’altro. Si riprende con il Rock con “Uomo senza Amore”. Il brano è tendenzialmente un brano quasi Metal, quindi via giù di chitarroni e via così. Il testo va compreso, nella sua semplicità, credo che narri anche dei pregiudizi e delle malefatte di alcune persone nei confronti del protagonista. Qui si entra in un territorio lontano, qua si va ben oltre il Rock o la semplice ballad. In questo Blues dedicato a Francesco Nuti, intitolato “Cecco il Prigioniero”, riusciamo a percepire la grande passione che questo gruppo ha messo nella Musica, ma anche nel progetto stesso. È difficile da spiegare, davvero, dovreste ascoltare. Ci sono su Youtube, vi consiglio di usarlo per una buona volta. È un po' come il singolo del disco in questione, è un brano che attira l’attenzione. Con le “Lacrime che non Avete” spunta fuori una vena Rock tagliente e quasi dissacrante. Spunta fuori una leggera influenza, che risponde a nome di Ivan Graziani secondo me. Ed è un testo che va a colpire l’ipocrisia di quelli che sono ricchi, ma che dopotutto fanno una vita poco “sana” a livello di morale. Uno dei miei brani preferiti sinora è questo, insieme a “Pianeta Perso”. C’è poi questa ballad che si intitola “Il Tempo”, “che non è quello atmosferico” cito Paolo Olivieri. È il tempo che passa, lo scorrere del tempo, gli anni che volano insomma. E ci si ritrova ad essere vecchi. Tanti artisti hanno fatto brani sul tempo che scorre, per carità. Ma questo è degno di nota, e va quantomeno ascoltato. Il testo è universale. E la musica? Anche quella, è di una semplicità disarmante ma l’arrangiamento è fatto in modo che sia interessante per chi suona ed al tempo stesso per chi magari vuole solo ascoltare. È arrivato poi il momento di “Ho bisogno”, un brano Hard Rock che punta tutto sul punto di vista dell’autore del testo. Il brano parla di Modena, probabilmente, delle difficoltà del quotidiano che il cantante esprime sottoforma di parole e musica. Un brano accattivante, con un riff che ricorda molto quel sound anni 70 che non dovremmo mai dimenticare. Torna il Blues con la delicata e ben arrangiata “Sogni”. In questo brano i nostri hanno lavorato di fino ed hanno messo molta cura nei suoni, riuscendo a realizzare un blues fresco ed originale. È sicuramente insieme a “Pianeta Perso” uno dei pezzi più rappresentativi della band. Questo vale anche per la ballad “Alle 3:10” che è in poca sostanza, una delle poche ballad vere e proprie all’interno di questo album. Si può capire molto meglio l’intenzione del brano ascoltandolo con attenzione. Qui il punto di forza è anche un buon songwriting da parte dei chitarristi, e gli intrecci ritmici sono ottimali e funzionali al pezzo.

 

Come già detto all’inizio della recensione, adesso son finiti quei dieci brani realmente interessanti a mio dire, e ci si accinge ad ascoltare gli ultimi quattro brani. E sono quelli che ritengo di troppo, non tanto per la qualità che può essere anche ottima, ma proprio perché quattordici pezzi sono tanti. Arriva quindi il turno di “Blackout”, un pezzo hard rock che strizza l’occhio a quel tipo di sonorità anni Ottanta, insomma capelli cotonati e pantaloni fucsia. Un altro Blues ci attende con “Le Nostre Lacrime”, un altro brano dove testo e musiche si intrecciano in una armoniosa danza. Un testo riflessivo, ed un assolo che vuole invece trasmettere tutto il sentimento possibile, relativo al tema del brano. Ormai ci è chiaro che i Modenesi riescono a raccontarci ed a trascinarci nelle vicende umane, più reali che possano esistere. È tempo di “Rock n Roll degli Uomini”, ed è già nel titolo del brano, quello che andremo ad ascoltare. C’è ben poco da dire, è un rock n roll che fa ballare ma al tempo stesso c’è anche da pensare. Siamo arrivati al termine con “Un Anno d’Amore”, con la sua introduzione ben lontana da quello che mi aspettavo. Anche qui siamo di fronte ad una “Ballad”, un “blues” o comunque un brano lento e tranquillo. Adatto a chiudere il cerchio, a concludere una esperienza con questi Dynamica. Si può ascoltare forse un approccio più “d’autore” se vogliamo.

 

Per chiudere la recensione voglio dire le mie impressioni, in via generale su questo lavoro. Non nascondo che questo disco sta ruotando da mesi nella mia personale playlist, e mi chiedo su come mai una band del genere non è sui palchi più grandi d’Italia, oppure mi interrogo sul perché non si ascoltano queste canzoni in Radio. È un vero peccato, ancora una volta, che l’industria musicale non voglia premiare chi merita, e non chi, assicura incassi certi. Date una possibilità a questi Dynamica, perché se amate la Musica, vi piaceranno.

 

Curiosità: la band ha un canale Youtube nel quale c’è una rubrica intitolata “Il Karaoke di Me Stesso”. In questa rubrica alcuni componenti del gruppo fanno dei tutorial, o comunque spiegano come sono nati i brani, che vengono risuonati di fronte alla videocamera. Una iniziativa che ho trovato simpatica, anche per coloro che vogliono saperne di più e sono curiosi, tipo il sottoscritto.

 

Per questa volta è tutto, alla prossima!

 

 

 

TRACKLIST

1. Ombra

2. Vivere ancora un po’

3. Pianeta Perso

4. Uomo senza Amore

5. Cecco il Prigioniero

6. Le Lacrime Che Non Avete

7. Il Tempo

8. Ho bisogno

9. Sogni

10. Alle 3:10

11. Blackout

12. Le Nostre Lacrime

13. Rock And Roll degli Uomini

14. Un Anno d’Amore

 

 

 

VOTO

8/10

 

BAND

"Sogni"

Pubblicata il 28 Febbraio 2019

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