DEEP VALLEY BLUES - self titled

DEEP VALLEY BLUES

"DEEP VALLEY BLUES"

A cura di Sara&Blondie,

revisione di Giulia Fordiani

I Deep Valley Blues nacquero in Calabria, più precisamente a Catanzaro dalla mente di due musicisti abbastanza particolari: Umberto Arena (chitarra e seconda voce) e Gian Domenico Sestito (basso e voce solista), ex componenti di altre due band. In seguito ai due si aggiunsero un altro paio di conoscenti come Alessandro Morrone (seconda chitarra) e Giorgio Faini (batteria), anche loro conosciuti per via di altre due band, gli Emily Witch e Amorphead. Registrarono il loro primo EP nel Black Horse Studio dal titolo uguale al nome della band “Deep Valley Blues”, con 7 canzoni.

 

La prima canzone, di nuovo, ha l’omonimo titolo di “Deep Valley Blues” e prende spunto da atmosfere desertiche nelle quali si può trovare la pace interiore lontano dalla falsità della gente. Il pezzo ha un inizio tranquillo col basso, per poi partire con le chitarre elettriche e la batteria incalzando il ritmo, la voce è grossolana, molto fisica, cerca di seguire la musicalità degli strumenti.

Pray” inizia con un ritmo allegro a suon di batteria, gli strumenti a corda e un urlo del cantante per rompere il ghiaccio! L'ideale per parlare del protagonista che si rivolta e non è più una vittima. La voce graffiata si avvicina al growl, aiutata dalla seconda pulita ma comunque aggressiva. La percussione ha un ruolo importante, quasi più della voce, è quella che tiene la canzone. Nella seconda metà il ritmo cambia diventando più lieve, ma mantenendo la stessa intensità delle voci.

Struggle Of Interest” è una canzone che, quando si inizia ad ascoltarla, può ricordare a grandi linee il Jazz per poi arrivare alle sfumature del Rock incalzando il ritmo, le chitarre elettriche fanno la loro gran figura. Gli strumenti riescono a dare una gran atmosfera giocando sui cambi di tempo. Importante specificare che la canzone è interamente strumentale, ma non manca assolutamente di qualità, al contrario è un buon esempio di come una canzone può esser orecchiabile senza il bisogno del cantato.

Alla quarta traccia troviamo “Hell Of A Month”, gli strumenti portano al Metal e la voce conferma il tutto, c’è un momento di pausa dove la batteria da il tempo con le bacchette e subito dopo ricomincia la musica. La sonorità della canzone accompagna il tema di una delusione, l’illusione di una cosa positiva che poi, come molto spesso capita, la persona di cui ci si fida tradisce e tutta quella immaginazione svanisce.

Segue “Space Orgasm” con una musicalità particolare, quasi delirante, ispirata ad atmosfere oniriche dove si nota bene la bravura dei chitarristi e del bassista nell’usare tecniche specifiche di tali strumenti. Sembra anche questa una canzone solo strumentale, invece verso la fine si può udire una breve parte vocale, nella quale le parole pronunciate rispecchiano la canzone intera.

Banzai” ha un ritmo incalzante, quasi incoraggiante, la voce non cambia il suo stile ed è accompagnata dalla seconda. Questo è un messaggio diretto, che parla esplicitamente dei cambiamenti che possono avvenire nel corpo e nella mente di un uomo per colpa di altre persone, ma nonostante tutto ognuno è stato pronto ad incontrare certe avversità.

Infine abbiamo “Ashes In The Wind” che si presenta con suoni più puliti per quanto riguarda gli strumenti a corda, la batteria ha un ruolo fondamentale e non sarebbe la prima volta. La voce mantiene l' aggressività che urla al mondo quanto le false apparenze lascino cicatrici, la chiusura delle quali permette però una crescita personale. Anche qui la musica fa una piccola pausa dove il batterista prende il tempo con le bacchette per poi ricominciare con tutti gli strumenti compreso quello vocale. C’è un buon ritmo, una buona armonia strumentale, e si può dire che l’EP è finito in bellezza.

 

Concludiamo dicendo che ogni canzone ha la sua particolarità, la propria musicalità, che a differenza di molti gruppi che seguono un genere e tendono a fare canzoni tutte uguali o simili, qui c’è varietà. Ogni strumento ha il suo compito e la sua importanza creando armonia nell’insieme con la voce caratterizzata dalla sua fisicità. Il tutto alimentato dai temi molto profondi, analizzano come il mondo cambi le persone, gli urli di rivolta di queste. Ogni persona si può immedesimare bene in certi argomenti, e d’altronde è anche questo che fa la musica: oltre ad essere ascoltata va anche vissuta e i Deep Valley Blues ci sono riusciti!

 

 

 

TRACKLIST

1. Deep Valley Blues

2. Pray

3. Struggle Of Interest

4. Hell Of A Month

5. Space Orgasm

6. Banzai

7. Ashes In The Wind

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"Hell of A Month"

Pubblicata il 30 Gennaio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati