DAMNATION GALLERY - ''Black Stains'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

DAMNATION GALLERY

COPERTINA

"DAMNATION GALLERY"

A cura di Skandar,

revisione di Giulia Fordiani

Grand Guignol, teste mozzate, sangue e budella, corpi straziati, zombie, rituali satanici e quant’altro fanno da sempre parte dell’immaginario collettivo di ogni metallaro che si rispetti. Un sottogenere del metal, il cosiddetto “Horror metal”, pesca a piene mani da questo lato macabro della nostra amata musica e unitamente a spettacoli che rasentano il limite della teatralità, ci presenta spesso dei lavori che vanno oltre la musica, infatti gli show di queste band sono infarciti di siparietti e di una cura visiva e scenografica che appaga l’occhio. L’esempio più eclatante lo ha fornito nella sua cinquantennale carriera l’immenso Alice Cooper, ma anche qui da noi abbiamo l’onore di avere tra le band più acclamate non solo nel suolo italico ma in tutto il mondo, ovvero i leggendari Death SS del carisamtico Steve Silvester padroni indiscussi del genere, insieme ai già affermati Deathless Legacy, (con cui hanno già condiviso il palco) i Damnation Gallery stanno cercando di raccoglierne e mantenere alto il testimone, ripercorrendone le gesta.


Dopo l’Ep “Transcendance Hymn” uscito per la Masked Dead Records  (che mi onoro di possedere) del grande e attivissimo Matteo Antonelli e la partecipazione al tributo di un’altra leggenda Ligure come i Necrodeth con il brano “At the Roots of Evil”, i genovesi esordiscono con il loro primo full lenght dal titolo “Black Stains” con il loro tenebroso e potente sound fatto di heavy classico, sfuriate thrash e contaminazioni Black e Doom cercando di imporsi nel sempre più attivo panorama metal tricolore.


Ma veniamo all’album in questione… Il lavoro, molto vario, è composto da nove pezzi e si apre con l’intro di un minuto “Equilibrium et Chaos” cadenzato da lugubri campane a morte e da un canto in latino che danno il via alle danze dell’oscuro rituale dei liguri. L’autocelebrativa “Damnation Gallery” è una song heavy/thrash tiratissima dove a fianco di un riff aggressivo e convincente risalta la timbrica potente della frontwoman Scarlet che nel cantato ricorda gli ultimi lavori dell’immensa Cadaveria. Arriva il turno della title track “Black Stains”, primo singolo estratto di questo primo videoclip dalle tinte Horror, è un altro ottimo pezzo con un groove veramente accattivante e con la singer Scarlet che sfodera un'altra prova maiuscola, chitarre taglienti e potenti. Se vogliamo essere puntigliosi, a mio avviso andrebbe curato maggiormente il contro canto maschile, un po’ deboluccio a confronto con l’aggressiva ed esuberante voce di Scarlet. “Evil Extreme”, primo brano contenuto nell’EP d’esordio, irrompe con il suo incedere classico e qui le somiglianze con i Cadaveria si sentono maggiormente senza sconfinare nel copia e incolla, altro buonissimo pezzo. Tempi rallentati per un altro brano contenuto nell’EP a cui da il nome, “Transcendence Hymn” che avvolge, ammalia, seduce, come un serpente che tiene tra le sue spire la propria preda. “Rest in Pestilence”, pezzo che a tratti sembra pescare dal Black Metal ricordando nei riff nientepocodimeno che i Satyricon di “Now Diabolical” per una song malvagia con accelerazioni improvvise che annichiliscono l’audience, una delle canzoni che ho maggiormente apprezzato. “Dark Soul”, altro brano compreso nell’EP di esordio, parte in maniera quasi gothic/doom per proseguire in maniera nervosa e rallentare nuovamente a metà della canzone, quasi a tenere fede al titolo che porta… un'anima nera pronta a corrompere tutti. Si galoppa ancora sulle note di “Noumenon”, brano tirato e veloce con la solita straziante voce della bravissima Scarlet supportata in maniera egregia da tutta la band, pregevole la parte recitata in tedesco che rende il tutto più marziale. Si arriva al termine di questa perla oscura con gli ultimi due brani… ”Addiction” colma di passaggi e potenti riff classici scorre via in maniera piacevolissima. La chiusura di questo primo full lenght della band ligure è affidata alla canzone “Psychosis”, composta da velocità sostenute e ritmi di batteria terremotanti, una corsa a perdifiato come quella intrapresa dalla vittima che inseguita dal suo carnefice cerca un improbabile ancora di salvezza. Le campane che diedero inizio al rituale chiudono accompagnate da un lugubre vociferare demoniaco.


Nuovi Death SS crescono, nuove Cadaveria crescono: i Damnation Gallery fanno parte della sempre più florida scena metal tricolore che nulla ha da invidiare alle band spesso troppo osannate solo perché provenienti da lande ghiacciate o da oltremare.


Scarlet - voce

Lord Edgard - chitarra

Lord of Plague - chitarra

Low - basso e cori

Coroner - batteria




TRACKLIST

1. Equilibrium et Chaos

2. Damnation Gallery

3. Black Stains

4. Evil Extreme

5. Transcendence Hymn

6. Rest in Pestilence

7. Dark Soul

8. Noumenon

9. Addiction

10. Psychosis




VOTO

7,5/10


BAND

"Black Stains"

Pubblicata il 21 Febbraio 2019

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