CROMIA OSCURA - ''My Heart In A Very Dark Place'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

CROMIA OSCURA

ARTWORK

"MY HEART IN A VERY DARK PLACE"

A cura di Edoardo Napoli,

revisione di Giulia Fordiani

C'è qualcosa di magico nella mia Sicilia. Di solito è il freddo nordico che dovrebbe portare alla luce capolavori come quello dei Cromìa Oscura, progetto Black/Thrash catanese dalle tinte davvero gelide, come la Norvegia e ciò che risiede in molti dei nostri cuori. "My Heart In A Very Dark Place" è una fucina di idee sensazionali, che mescolano violenza incontrollata ad una struggente carica melodica, quasi da lacrime. Il genio alla chitarra che risponde al nome di Damien ha dato vita ad un lavoro eccezionale dal punto di vista del riffing: melodia, cattiveria, tratti epicheggianti, dal sapore quasi Folk si intrecciano in un fiume di emozioni senza fine, il tutto con l'aggiunta del drumming genuino e potente di Chaos e le linee di voce e basso demoniache di Karnak, che guidano questo manifesto di sofferenza e terrore.


I quasi 9 minuti dell'opener che dà il titolo al lavoro scivolano via come niente, mentre mi lascio trasportare dal contrappunto tra potenza e classe di questa compagine di masnadieri malvagi. Segue "It's Time To Leave This World" che è un brano tanto minimale quanto dritto in faccia, che mi lascia senza parole. "Dolore" è una danza macabra dalla quale traspare, ancora una volta, la grande maestria di Damien nel tessere le trame di un episodio eccelso, che acquisisce ulteriore valore aggiunto dal cantato in italiano, struggente e carico di pathos. Non c'è spazio per tecnicismi infecondi, ma una vera e propria dimostrazione di gusto. "Luna Storta" è l'episodio più sognante, epico e forse old school del lavoro, in cui Karnak inasprisce leggermente meno la vocalità e conferisce al tutto un incedere più teatrale. A seguire "Night Makes You Beautiful", in cui chitarra acustica e distorta si abbracciano in modo mortale. Un intermezzo strumentale che concede respiro e momenti di riflessione profonda. La produzione naturale rende "My Heart In A Very Dark Place" ancora più magnifico. Non c'è niente di artefatto, suona tutto reale e si sente quel mood di "dannatamente imperfetto" che provoca la pelle d'oca all'ascolto. "My Last Song On Tape" è un intermezzo di suoni allucinato che, confesso, mi ha provocato parecchia ansia. Se l'obiettivo della band fosse proprio quello beh, direi che sono riusciti perfettamente nell'intento. In "Danse à La Fin De Ma Vie" il basso si fa più presente e l’atmosfera più oscura, tingendosi di Celtic Frost, Satyricon e Marduk, dando vita ad un mood tanto disturbato quanto mefistofelico. La veloce "Necrophiles" è un episodio rapido, in cui si percepiscono in maniera più evidente le contaminazioni Thrash da cui è pervaso l'album, che ci accompagna alla conclusiva, maestosa e monumentale "Etna", di fronte alla quale bisogna inchinarsi in silenzio. E fossi in voi mi inchinerei di fronte a questa band, perchè ha dato vita a un capolavoro, in un'era dove la qualità si vede con difficoltà.




TRACKLIST

1. My Heart In A Very Dark Place

2. It's Time To Leave This World

3. Dolore

4. Luna Storta

5. Night Makes You Beautiful

6. My Last Song On Tape

7. Danse à La Fin De Ma Vie

8. Necrophilies

9. Etna




VOTO

10/10


BAND

Album Preview

Pubblicata il 10 Dicembre 2018

NEWS: robin.reviews@hotmail.com

REVIEWS: redazione@steelonfire.it

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by Robin Bagnolati