CONTROSIGILLO

CONTROSIGILLO

"BAGHDAD"

A cura di Robin Bagnolati

Cari amici, oggi prendiamo in esame per la prima volta un’uscita discografica di sole 2 tracce. Prima però conosciamo la band, che nasce a cavallo tra fine 1999 e inizio 2000 nel vercellese per volontà del cantante Enrico Pulze e del chitarrista Simone Costadone. La lineup dei CONTROSIGILLO viene completata da Davide Manna alla chitarra, Salvatore Mango alla batteria e Giorgio Piga al basso. Dopo una prima demo pubblicata nel 2003 e accompagnata da ottime recensioni in giro per il mondo, la band inizia un lungo periodo di limbo, nel tentativo di creare nuovo materiale. Diversi sono anche i cambi di formazione, ma finalmente nel 2012 la band rilascia il suo primo full lenght self titled, a seguito del quale sempre più recensioni etichettano il gruppo come Progressive Thrash Metal. Nel 2013 esce un EP live, fino ad arrivare al disco che analizzeremo ora: “Baghdad”, un EP di 2 tracce rilasciato in digitale il 25 luglio 2014 e, l’anno successivo, in vinile 7 pollici per Deathstorm Records, un’edizione limitata a 100 copie con vinile giallo e card autografata. La vera particolarità di questo EP non risiede nel formato, bensì nella scelta di scrivere testi in italiano e non in inglese. L’artwork è evocativo ed è stato disegnato da Helèna Kiske e la lineup della band per questo EP è formata da Enrico Pulze (voce), Simone Costadone (chitarra), Davine Manna (chitarra), Giorgio Piga (basso) e Loris Poletti alla batteria.

 

La prima traccia è “Baghdad”: il testo ci ricorda la gloriosa storia della città a partire dalle civiltà più antiche, arrivando poi a mettere in risalto il contrasto con la situazione attuale. La canzone inizia con il suono del vento e il titolo ripetuto più volte a più voci. La ritmica thrash si fonde a pieno con gli elementi prog, il cantato clean gode spesso della seconda voce d’appoggio. Il testo è chiaro e d’impatto, immediatamente comprensibile ed enfatizzato nel suo concetto da un elemento insolito: una preghiera cristiana, inserita in un momento di intermezzo del brano. La seconda traccia, quindi il lato B del vinile, è “Lupin3: Memorie di Zazà”: non si tratta di un vero e proprio inedito, ma di una riedizione semi acustica di “Lupin3 e il Cubo di Rubik” (presente sul full lenght) con un nuovo testo in italiano. L’ambientazione del testo è già palese dal titolo e ci catapulta nel manga/anime di Lupin, ma qui l’atmosfera si fa triste, quando scopriamo cosa succede all’ispettore Zenigata. L’inizio è a cappella, a volume più basso di quello che ci accoglie poco dopo. Nonostante la versione semi acustica si possono percepire bene i cambi di ritmica, mentre il cantato sfrutta l’effetto della doppia voce in alcuni punti. Bello il solo spagnoleggiante di chitarra e circa tre quarti di canzone. Prima della fine si ripresenta il momento spagnoleggiante, che enfatizza il momento malinconico dettato dal testo.

 

Le due tracce di questo lavoro non risultano subito di facile presa e servono due o tre ascolti per comprenderle a pieno nel loro insieme e, cosa che invece si nota subito, all’orecchio arriva come un album live in studio, dove gli aggiustamenti sono ridotti al minimo. La registrazione dello strumentale risulta bilanciata, ma la voce invece spicca un po’ troppo al di sopra degli altri strumenti. Se cercate qualcosa da ascoltare che sia al di fuori dei soliti cliché di genere, “Baghdad” è giusto per voi.

 

 

 

 

 

 

VOTO

7/10

 

Pubblicata il 15 Novembre 2016

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

robin.reviews@hotmail.com