CHROMA DRAMA

CHROMA DRAMA

"CHROMA DRAMA EP"

A cura di Irene Bargelli

Atmosfere teatrali riporate in musica. Ecco cosa fanno i Chroma Drama, la band pugliese che non poteva scegliere un nome migliore: "Chroma" infatti rimanda alle crome (figure musicali) e "Drama" fa venire in mente il teatro cui loro sembrano dare un aspetto sonoro. Il Quartetto, composto da Sara Palmieri, Valerio de Santis, Roberto Consiglio e Alessandro Ricciardiello, si forma nel 2010 proprio con l'intento di unire musica e arte visiva prendendo spunto da movimenti artistici quali Dadaismo, Futurismo e Surrealismo, impronte che sicuramente si fanno sentire nell'EP autoprodotto. La band si è trasferita in Inghilterra, per fare fortuna e grazie ai loro live si sono guadagnati le attenzioni della Netil House con la quale stanno collaborando per il prossimo album.

 

"Chroma Drama EP", questo il titolo scelto dalla band, inizia con una travolgente "Blacksmith Of A Blender" in cui un tema musicale principale è da prima realizzato solo con chitarre per poi essere completato con gli altri strumenti. La ritmica di base è sempre la stessa per tutta la canzone, ma, cosa che fa onore, è di volta in volta realizzata con piccole modifiche, effetti diversi, strumenti diversi. La voce è graffiante e, insieme alla musica, porta l'ascoltatore quasi in uno stato di oblio, di sogno tormentato... infatti, verso la metà del brano, la voce di Sara sembra giungere da un apparcchio antico e disante, ciò rimarca il sentmento di smarrimento che provoca il brano. Effetti quasi futuristici e ottima presenza musicale rendono molto nella realizzazione di tale brano. La track numero due è "Bohemienne" che dai primi secondi sembra essere creata in un salotto francese con ballerine dalle grandi gonne colorate, le sonorità ricordano sempre le messe in scena di un teatro d'epoca senza però dimenticare il futuro dato dalla modernità della resa sonora del brano.

Anche in questo caso la voce si impone sul brano senza però far sfigurare gli altri componenti, c'è un'intesa quasi mistica tra ogni elemento che compone la canzone: passato e presente si uniscono, l'uno rapprensentato dalla musica, l'altro dalla presenza canora di Sara. La ritmica è vivace proprio sulla scia dei balli da Saloon con picchi di ritorno al presente, sono decisivi gli assoli di ogni strumento e ciò conferma il fatto della coordinazione tra suono e artista: notevole. Sul finale tutto si riempie di echi lasciando in sospeso l'ascoltatore. La terza traccia, dal titolo "Shameando" è intrigante sin dalle prime note, i tempi irregolari danno ritmicità e, come ci svela la band, il titolo nasce da un gioco di parole fra italiano, inglese e nonsense e rispecchia il testo che affronta con tragi-comicità il tema della sottomissione, spesso anche solo mentale, in un gioco di ruoli tra vittima e carnefice. Il "don't remember my name" spesso ripetuto all'interno del brano conferma lo stato di smarrimento che i Chroma Drama vogliono portare a chi li ascolta.

"Nice Empty Box" occupa la quarta posizione della tracklist e, pur essendo la traccia più corta dell'album, è molto valida sia musicalmente che per il tema trattato: si affronta il problema dei creduloni e dei ciarlatani. Il tono di Sara sembra sbeffeggiare il soggetto definendolo "una bella scatola vuota": tutta apparenza e niente sostanza, "congratulazioni" ad una generazione che, come dice la band stessa, sembra per la maggior parte ignorare la possibilità di avere idee proprie e senso critico per smascherare le citate nice empy boxes. Dopo 11 minuti e 27sec di delirio teatrale si arriva alla canzone conclusiva di "Chroma Drama EP": "Lying Lullaby". I temi citati per la traccia precedente sono presenti anche in quest'ultima. Come le altre tracce non delude le aspettative e sposa perfettamente le sonorità e la ritmica presenti negli altri lavori. Echi vorticosi conducono gran parte del pezzo fino alla conclusione.

 

Un buon prodotto, sonorità davvero interessanti per chi è attratto dal mistero, dai teatri che ricordano in qualche modo i freakshow e l'arte pura. L'abum e l'intento della band sono lo specchio esatto del compito della musica: unire suoni e immagini senza mostrare nulla.

 

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 24 Novembre 2016

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