BRETUS - ''...From The Twilight Zone''

BRETUS

"...FROM THE TWILIGHT ZONE"

A cura di Matteo Perazzoni,

revisione di Giulia Fordiani

Salve a tutti lettori di Steel On Fire, sono sempre io a parlarvi del lato più misterioso, arcano e pesante del Metal, in particolare del Doom metal. In Italia il Doom trae ispirazione da tante fonti, come ad esempio il cinema di genere horror, il Dark degli anni ‘70, ed ovviamente dai gruppi cardine del Doom stesso. Tuttavia i Bretus non sono solamente dei semplici esecutori, che si limitano a “ricordare” sonorità ormai belle che dimenticate nei meandri del tempo.

 

I Bretus nascono con questo obiettivo, ma il risultato è talmente sopra le aspettative, che ormai hanno raggiunto uno status anche oltre tutte le previsioni. Nascono nel 2000 a Catanzaro, ma trascorrono ben 8 anni prima della vera e propria uscita allo scoperto con brani che finirono in alcune raccolte, demo e compilation. Il vero e proprio debutto con un full album avviene nel 2012 con “In Onirica”, album che riscosse un successo tale da permettere al gruppo di essere notato all’estero e specialmente a Malta, dove suonarono al Malta Doom Festival, o al Doom over Vienna, per dirne un paio. Solo 3 anni dopo la band, composta da Ghenes (Chitarre ed Effetti), Zagarus (Voce), Azog (Basso) e Striges (Batteria), si dedica alla stesura del secondo album “The Shadow Over Innsmouth”, un vero e proprio concept album basato sulle storie di H.P. Lovecraft. Questo album consacra la band nell’ambiente Doom, Stoner ed affini. Nel 2017, la band annuncia l’uscita di un nuovo album: “...From The Twilight Zone”; questo nuovo lavoro contiene sette tracce che traggono ispirazione da altrettanti capolavori del cinema horror. Questo ci porta a capire che la band propone un genere personale, pesante, permeato da sonorità psichedeliche ed al tempo stesso raffinate.

 

Il disco si apre con la travolgente “Terror Behind the Mirror”, brano roboante che vi catapulterà nelle sonorità spettrali dei nostri. Verrete trasportati in un viaggio tra riff pesanti ed atmosfere lisergiche, queste ultime anche arricchite da tastiere. Il Doom si percepirà di più in “In The Vault”, uno dei singoli fatti uscire dalla band insieme a “Old Dark House” e “The Creeping Flesh”. Dicevamo, “In The Vault” è un classico brano Doom caratterizzato da un riffing molto curato ed al tempo stesso cattivo e serrato. L’intermezzo semi-acustico, sul quale poi si sviluppa un assolo di chitarra, è un piccolo gioiello all’interno del brano. Sulla stessa scia abbiamo “Old Dark House”, brano decisamente meno strutturato dei precedenti nel quale Zagarus può dimostrare tutte le sue doti vocali, dalle parti in pulito alle parti più rozze e sporche, che ricordano un po' il buon vecchio Lee Dorrian. Il nostro viaggio continua con “Danza Macabra”, altro brano decisamente nello stile personalissimo dei Bretus, nel quale si alternano riff pesanti a sezioni semi-acustiche, ritmi tribali e sezioni ritmiche più serrate a seconda del tipo di sonorità voluta. Anche in questo pezzo si possono notare le doti canore di Zagarus, capace di essere raffinato nelle parti più calme e più teatrale quando il brano si apre nel “chorus”. Dopo il secondo ritornello i nostri si lanciano in un mid-tempo coinvolgente che offre al bassista di intavolare un riff che sarà poi sorretto da tastiere. Il tutto è miscelato ad una prestazione vocale validissima, nonostante i cambi di sonorità siano più o meno rapide nel susseguirsi. In “The Murder” possiamo ascoltare un brano tendente all’Heavy/Doom, influenzato da sonorità tipicamente anni Settanta. Certo non mancheranno delle fioriture stilistiche proprie del gruppo di Catanzaro. Interessante è il connubio che si crea tra sezioni più spedite e serrate e sezioni quasi Blues. In “The Murder” la sezione ritmica dimostra di essere veramente adatta ad ogni tipo di situazione sonora: che sia ossessiva, rapida o più calma. Notevoli le prestazioni vocali di Zagarus che riesce a trasformare il semplice cantare in una narrazione trascinante, onirica e spettrale. A mio avviso la penultima traccia è la più rappresentativa, interessante e sperimentale dell’album intero: infatti “The Creeping Flesh” è un brano nel quale i nostri ci trasportano in un’atmosfera ossessiva; nel pezzo si susseguono riff più doom, sezioni aggressive e breakdown spietati. Un vero e proprio capolavoro. Il disco si chiude con un pezzo strumentale titolato “Lizard Woman” nel quale si incontrano sonorità Blues, Psichedeliche e Dark in un connubio più unico che raro, caratterizzato anche da una sezione ritmica fluida, che riesce passare dallo shuffle al mid-tempo più quadrato possibile. Spettacolari inoltre gli arrangiamenti su tastiera e chitarra, sia elettrica che acustica. Tra riffoni hard rock, atmosfere spettrali e blues vario i nostri si lanciano in una sperimentazione sonora variegata e piacevole, che sembra quasi voler essere una vera e propria colonna sonora all’interno di album già realizzato bene di per se. Quest’ultima traccia lascia inevitabilmente il marchio dei Bretus. Horror, Doom, Dark, Psichedelia e quant’altro riassunti in un solo brano. Fatto veramente molto bene.

 

Questi sono i Bretus, questo era “...From The Twilight Zone”. Questo è il nostro saper fare musica a livelli elevati non solo musicalmente, ma anche concettualmente. Non lasciatevi perdere quest’occasione, è un consiglio il mio, che spero seguirete.

 

 

 

TRACKLIST

1) Terror Behind The Mirror

2) In The Vault

3) Old Dark House

4) Danza Macabra

5) The Murder

6) The Creeping Flesh

7) Lizard Woman

 

 

 

VOTO

9,5/10

 

Pubblicata il 31 Agosto 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati