BORROWER - ''A Plague Chapter...'' + intervista (Steel on Fire - Metal Webzine)

BORROWER

"A PLAGUE CHAPTER..."

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Lunga e travagliata la storia dei Borrower, band nata nel 1993 a Presicce, in provincia di Lecce. Dopo tre piccole pubblicazioni , dal 1996 è tutto un vai e vieni tra Italia ed estero di alcuni componenti, cosa che rallenta enormemente il lavoro della band, arrivando addirittura ad una vera e propria sospensione. Nel 2016 finalmente la band torna in vita con la formazione originale (Massimo Ratano chitarra e voce, Frank Formoso batteria e Salvatore "Totu" Civilla al basso ) e il 30 Marzo 2018 rilascia il nuovo EP “A Plague Chapter…”, di 5 tracce. L’EP rappresenta un punto di svolta anche per quanto riguarda i live della band, perché il trio ora si presenta con maschere e costumi di scena ispirati a demoni killer.

 

The Mower” – Il primo singolo è anche il brano più breve. L’intro è un botta e risposta tra ritmica e chitarra, che apre ad un pezzo non eccessivamente veloce ma potente, a tratti con suoni veramente pesanti. Il cantato è un graffiato e tende verso il growl. Il finale, diciamocelo, è assolutamente un classico.

Not Of This World” –Pezzo più carico e veloce del precedente, con stacchi che ne spezzano l’incedere. Ritmica molto semplice e riff di chitarra accattivante. Quando il pezzo rischia di fossilizzarsi su uno schema, ecco che arriva in aiuto il solo di chitarra, breve ma al momento giusto. Un cambio di ritmo drastico poco prima del finale ci accompagna al brano successivo.

Dissociated” – Intro più classica, con meno stacchi repentini. Convincente il cantato, sempre ben modulato e senza “stranezze”. Piacevole la melodia della chitarra a metà brano, che fa da base alla voce e prelude ad un cambio repentino dello strumentale. Trascinante il periodo contraddistinto dalla ritmica tribale.

Stillborn”– Introduzione incentrata su note alte, con una registrazione che però tende a portare il suono alla distorsione. Questo è il tipico brano Thrash che impedisce all’ascoltatore di rimanere fermo. Per la prima volta troviamo anche la seconda voce, più pulita della principale. Niente di trascendentale, ma sicuramente il brano che più attira l’attenzione.

Razing All To The Ground” – Altro brano dotato di una discreta potenza, rimanendo su cliché abbastanza canonici. Poco prima dei tre minuti il brano subisce un drastico rallentamento, un piccolo stacco che apre la strada all’accellerando che porta al finale, con la voce che riappare dopo un lungo periodo strumentale.

 

Cosa traspare da questo EP? Una cosa su tutte: l’esperienza dei tre musicisti, sorretta da una grande passione per il proprio genere. Le cinque tracce di questo EP, come già accennato in precedenza, non esulano molto dai canoni del classico Thrash Metal, con qualche minima influenza Heavy. Niente di nuovo, ma fatto bene. Il punto debole del disco è la registrazione: gli strumenti son ben bilanciati, ma tutto si percepisce un po’ lontano e quasi ovattato, tanto da sembrate in mono in alcuni punti.

 

 

 

TRACKLIST

1. The Mower

2. Not Of This World

3. Dissociated

4. Stillborn

5. Razing All To The Ground

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

"The Mower"

IL TEAM INTERVISTA I BORROWER

 

 

Ciao ragazzi, per cominciare ci presentate la band?

Ciao, ci chiamiamo Borrower e non siamo propriamente una band appena formata. Ci siamo formati nel lontano ‘93 :)... Siamo tornati con un nuovo EP dopo lo split di 12 anni fa.

 

Come mai vi siete gettati nel suonare il vostro genere? Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Suoniamo Thrash dagli albori con varie influenze dall'Heavy al Prog al Punk, e siamo rimasti più o meno sullo stesso percorso cioè suoniamo quello che ci piace senza particolare attenzione. Lo stile è decisamente old school, e l'anno di fondazione non potrebbe che darci ragione.

 

Quali sono le vostre principali influenze?

Mah, le influenze sono le solite, quelle delle grandi band, dalla NWOBHM alla Bay Area.

 

Quali argomenti trattano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

I nostri testi hanno sempre trattato argomenti attualissimi ma abbiamo sempre cercato di divertirci facendoli passare attraverso temi fantasy o in termini di parodie.

 

Come nascono i vostri artwork?

Abbiamo sempre seguito l'istinto, usando opere dipinte o lavori grafici appositamente creati. Per quest'ultimo lavoro abbiamo usato una foto per la prima volta, visto che potevamo sfiziarci col soggetto, usando maschere e costumi ispirati da "Hobo With A Shotgun" , un film che, anche se cosiddetto "b-movie" abbiamo amato molto insieme ai suoi personaggi.

 

Per quale motivo una persona si potrebbe avvicinare alla vostra musica e per quale motivo dovrebbe acquistare il vostro disco?

Beh, pensiamo che sebbene non abbiamo inventato nulla, crediamo che la nostra musica e la miscela che la compone sia abbastanza personale. Almeno secondo noi.

 

Che consiglio dareste a una band che comincia a suonare? Quale invece ad una che si appresta ad incidere il primo album?

Di divertirsi e di essere spontanea.

 

Cosa ne pensate della scena Rock/Metal italiana?

Noi veniamo da un'epoca in cui al massimo ci passavamo qualche cassetta , non c'era la smisurata offerta di oggi. Credo che non sia un bene perché le influenze sono importanti ma oggi sembrano tutti uguali. Siamo mancati per un pezzo. Il livello tecnico è sicuramente aumentato ma i suoni sono tutti uguali, di plastica. Ci sembrano tutti dei cloni. Il metal è diventato solo una moda come un'altra. Noi suonavamo di merda ma lo facevamo col cuore. Tuttora non siamo perfetti e ce ne vantiamo. La nostra attitudine era ed è rimasta Punk. Ci ricordiamo qualche vecchio nome e conosciamo ottime band attuali che ci piacciono, di vecchio stampo come noi con un sound che guarda al passato. Assaulter, Implodead, The Ossuary per esempio, stanno facendo belle cose.

 

Secondo voi qual è la giusta politica per poter dare risalto alle realtà italiane nella maniera più giusta possibile?

Il problema non è la politica. Bisogna andare ai concerti. Ce ne sono sempre meno e c'è sempre meno gente che va a vedere i gruppi dal vivo. Specie i giovani. I vecchi come noi hanno qualche scusa.

 

Quale lato dell'attività promozionale trovate più importante oggigiorno?

Suonare live. Noi cerchiamo di essere presenti sul web con pagine dedicate ma senza una presenza reale ci sembra tutto inutile, tutto finto. Per fare un esempio nel video del singolo "The Mower" tutti i costumi e le scenografie sono state realizzate veramente a mano. Potevamo usare escamotage o effetti digitali ma non l'abbiamo fatto.

 

Cosa ne pensate del crowdfunding? Potrebbe diventare un nuovo metodo di sostentamento per una band?

Sì, può essere una cosa buona.

 

Per concludere, volete lasciare un saluto per i vostri fans attuali e futuri?

Salutiamo tutti quelli che ci hanno apprezzato, dagli amici più stretti che si ricordano ancora di noi a quelli che sono stati incuriositi e quelli che speriamo cercheremo di far divertire.

 

 

Pubblicata il 17 Maggio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati