BLOODSHED WALHALLA - ''Ragnarok'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

BLOODSHED WALHALLA

"RAGNAROK"

A cura di Robin Bagnolati

Il progetto Bloodshed Walhalla nasce nel 2006 dalle mani e dalle idee del polistrumentista lucano Drakhen. Gli inizi non sono altro che un tributo ai Bathory del periodo Viking Metal, ma ben presto Drakhen inizia a comporre musica propria, ispirandosi comunque sempre al compianto Quorthon e cercando di continuarne il lavoro. La produzione è stata proficua nel corso degli anni: quattro demo, un EP e tre album, tra i quali troviamo “Thor”, considerato alla stregua di un capolavoro dalla stampa specializzata. Quest'anno Bloodshed Walhalla presenta un nuovo capitolo della sua storia, il full-lenght “Ragnarok” di quattro tracce per oltre un'ora di musica. L'album è stato prodotto e distribuito da Hellbones Records e Mister Folk Distro.

 

Ragnarok” - Vento e cavalli a darci il benvenuto, un lungo inseguimento. Di colpo inizia una battaglia, tra urla e colpi di spada. Una musica epica si fa spazio ed inizia il pezzo vero e proprio. Il cantato è un growl piuttosto alto, mentre lo strumentale ci riporta direttamente in epoche lontane, evocandole in maniera egregia. Quando il brano sembra dilungarsi troppo sullo stesso schema, ecco che la situazione cambia riuscendo anche ad aumentare la dose epica. Un quarto d'ora scarso di pregevole fattura.

My Mother Earth” - Pronti a sporcarvi le mani e a forgiare un po' di metallo? Bene, perchè è proprio così che inizia questo pezzo. Una lunga melodia supportata da una ritmica decisa ci accompagna fino al netto aumento d'intensità. Da notare l'intenso e fruttuoso utilizzo delle tastiere. Per trovare il cantato dobbiamo aspettare quattro minuti e si sviluppa principalmente su un clean graffiato molto coinvolgente. Ovviamente il growl non è assente, ma gode di spazi ben precisi, soprattutto in concomitanza con i cori.

Like Your Son” - La melodia che ci accoglie ricorda quasi più scenari fantasy medievali piuttosto che scene delle divinità nordiche, ma sicuramente l'epicità non scema per questo. Il momento clou del pezzo sono senza dubbio i cori, assolutamente perfetti come struttura, realizzazione e registrazione.

For My God” - Il brano più lungo, che quasi da solo riempie metà album. Un breve testo recitato sopra ad una leggera melodia apre la scena, avviandoci verso un nuovo attacco di epicità. Ascoltando il brano quasi ci si perde, ci si lascia trasportare, tanto da non accorgersi che i primi otto minuti sono già passati. In certi momenti il pezzo riesce a sfociare in atmosfere quasi mistiche e rilassanti, riuscendo a pieno nell'intento di non rendere pesante l'ascolto di un'unica canzone così lunga. Una “suite” conclusiva che sa di apoteosi.

 

Parliamoci chiaro, l'accostamento a Bathory è un po' pretenzioso, ma di certo la qualità in questo album è di altissimi livelli: produzione ottima, nessuna sbavatura e niente fuori posto. I pezzi sono lunghi ma scorrono alla perfezione e non diventano pesanti per l'ascoltatore. Una produzione underground in grado di fare il c__o a molte altre ben più blasonate. Chapeau.

 

 

 

TRACKLIST

1. Ragnarok

2. My Mother Earth

3. Like Your Son

4. For My God

 

 

 

VOTO

9,5/10

 

"Ragnarok"

Pubblicata il 3 Settembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati