BLODIGA SKALD

BLODIGA SKALD

"TEFACCIOSECCOMERDA"

A cura di Robin Bagnolati

Ciao, amici di STEEL on FIRE! Volete godervi un po’ di folk metal a tratti scanzonato? Sì? Perfetto! Il gruppo che vi presento oggi è molto giovane, essendosi formato solo nel 2014, ma è già riuscito a sfornare un primo EP, che potrete trovare online in free streaming e download, nel 2015: “Tefaccioseccomerda” (titolo molto stuzzicante, aggiungerei), che parla delle (dis)avventure di un gruppo di orchi. La band romana è composta da, come da loro stessi scritto su Facebook: Anton "quello scarso" Caleniuc (urlatore), Daniele "barbaro saccente" Foderaro (strimpellatore), Ludovica "gloriosa in frattaglia" Faraoni (fisarmonichella e tastieraia), Emanuele "cosa ci faccio qui" Viali (zappatore) e Nicola "don tamburello" Petricca (percussionante).

 

Ma ora veniamo a “Tefaccioseccomerda”, EP formato da 4 inediti e una cover molto curiosa.

 

Il disco inizia con “Blood and Feast”, che con i suoi 3 minuti e 23 secondi è la canzone più breve del disco (come noterete, la durata dei brani aumenterà di canzone in canzone): batteria e chitarra accompagnano la melodia delle tastiere che, a sua volta, introduce il cantato, a tratti growl e a tratti scream. La canzone è un susseguirsi di ritmi scatenati che si uniscono alle piacevoli melodie dei tasti bianchi e neri. Una cosa è certa, non ci si annoia fino alla fine! Il secondo brano è “Latin Fear” (3.57), che inizia con una melodia che ricorda il calypso caraibico. Ma tranquilli, il metallo pesante arriva dopo pochi secondi. Il cantato è sempre alternato, alla melodia iniziale se ne aggiunge un’altra tipicamente folk. A metà canzone spunta la fisarmonica, quasi come fosse uno spartiacque: da questo momento, infatti, le melodie e la ritmica prendono una direzione leggermente diversa. Avvicinandosi alla fine del brano, le sonorità prendono una piega quasi dark, per poi spegnersi come tutto è iniziato… Siamo alla canzone di metà EP, “No Grunder No Cry” (solo a me ricorda qualcosa?): che dire, due note bastano per capire quanto folk stiano per sfoderare questi ragazzacci! In questo brano è palese il richiamo a sonorità tipiche degli Equilibrium, un cantato che tende più allo scream che al growl, momenti ballabili e altri devastanti. Impossibile spendere altre parole per questi 4 minuti e 9 secondi di musica, bisogna solo ascoltare. “Valzer of Disgrace” (4 minuti e 22) è l’ultimo inedito di questo lavoro e punta a lasciare una traccia profonda nella mente: melodia corposa, ritmica imponente, fisarmonica a spezzare il tutto. Questo brano si presenta molto più compatto dei precedenti. Il Valzer del titolo non è a caso, infatti la canzone è intervallata da un momento di vera ritmica da valzer. Una canzone davvero ben riuscita in ogni suo aspetto. Passiamo all’ultima canzone, una cover che fonde “La Isla Bonita” di Madonna alla famosissima “La Colegiala”. Questi 5 minuti di canzone iniziano con un po’ di perplessità, che però scompare immediatamente: una cover fatta magistralmente, cambiando completamente il genere del brano ma senza stravolgerne l’essenza. Nota di merito per il growl in spagnolo di Anton, semplicemente epico!

 

Che dire, questa opera prima della band della capitale è assolutamente un bel lavoro, sia dal punto di vista musicale sia dal punto di vista di registrazione. Purtroppo è disponibile solo in formato digitale (purtroppo per un collezionista di cd come il sottoscritto), perché potrebbe essere esposto con vanto all’interno della propria collezione di cd. Se queste sono le prenesse, è legittimo aspettarsi un futuro scoppiettante per i Blodiga Skald!

 

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

Pubblicata il 24 Ottobre 2016

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

robin.reviews@hotmail.com