BEERZERKER

BEERZERKER

"BEER BLOOD AND BLASPHEMY"

A cura di Irene Bargelli

Ci immergiamo in un'atmosfera death confusa con i Beerzerker, una band nata nel 2010 a Napoli da un' idea di Marco (chitarra), Alberto (batteria), Corrado (voce) e Andrea (basso) rispettivamente sostituiti in seguito da Francesco e Pietro. Il loro primo EP "Beer Blood and Blasphemy" esce nel maggio 2016 e presenta delle sonorità crude, volgari, oscure e quasi casuali.

 

Fare una recensione traccia per traccia è abbastanza complicato data la difficoltà nel comprendere i testi proposti dalla band: la title track che apre l'EP mostra subito l'aggressività musicale della band che si spinge su riff ripetitivi e strofe ripetute anche nel cantato: tipico del death metal cui loro fanno riferimento in parte. La seconda traccia "From Behind" si mantiene sulla stessa impronta musicale della prima, non tradisce le aspettative dell'ascoltatore in quanto a sonorità: crude e violente. La voce graffiante e invadente del cantante è perfettamente adatta allo stile. Il testo è volgare e poco fantasioso, non di certo adatto ad ascoltatori under18 per la tematica trattata. Lo schema musicale è abbastanza scontato in quanto rispecchia perfettamente il mix dei due generi che hanno come riferimento: death e hard rock. Vari breakdown spezzano la volgarità del testo dando spazio a chitarra, basso e batteria che svolgono a dovere il loro lavoro. Al terzo posto nella scaletta dell'album troviamo "Beerzerker", esattamente in linea con gli altri due pezzi per sonorità, temi dei testi e atmosfera. La band sembra molto affezionata a argomenti quali amore carnale portato all'estremo, descrizione di atti e cose simili. Anche "Slapper", quarto brano, per quanto abbandoni in parte l'atmosfera death che caratterizza la band avvicinandosi ad un metal più classico e meno aggressivo, non delude chi si immagina nuovamente un testo carico di tecniche sessuali. Di nuovo i temi trattati non rispondono al genere nel quale la band stessa dice di riconoscersi: "alcoholic metal".. personalmente di alcolico vedo poco se non l'atteggiamento aggressivo di chi sfoga la sua sbronza con sesso violento (nds. passatemi l'espressione). Giungiamo dunque all'ultimo pezzo di questo primo album dei Beerzerker: "Slum Drunk". Musicalmente senza pecche come le altre tracce e, finalmente, si nota l'impronta alcolica cui la band fa riferimento: il testo è incentrato seriamente sulla birra e ciò ci conduce all'alcoholic metal dei Tankard (maestri del mestiere) o ad alcune tracce dei Korpiklaani e lo stile generale della band si avvicina a quello dei primi, ma non totalmente (essendo quello della band napoletana prettamente incentrata su schemi propri del death, come dicono loro stessi).

 

In conclusione posso affermare che in questo EP c'è poco di alcoholic e la cosa mi delude un po' anche considerando che i testi proposti sono decisamente inappropriati e fuori luogo per le scene descritte. Pur non essendo un'esperta nel campo del death mi sento di dire che musicalmente la band è molto valida e merita, per chi invece è attento ai testi come la sottoscritta, direi che proprio non ci siamo. Definirsi parte del metal alcolico e poi trattare cose completamente diverse lo ritengo quasi un affronto verso gli esponenti di tale genere. Lo definirei più un "Sex Metal".

 

 

 

 

 

VOTO

5/10

 

Pubblicata il 15 Dicembre 2016

robin.reviews@hotmail.com

 

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