ASURA

ASURA

"ONLY DEATH FOR MY WARRIORS"

A cura di Robin Bagnolati

Dedichiamoci ora ad un “ritorno al passato”, e capirete perchè. Gli Asura sono una band dalla storia alquanto travagliata. Nati in Sardegna a fine anni novanta, riescono a scrivere una manciata di pezzi prima, però, di sciogliersi prematuramente. Anni dopo il bassista Curse Vag e il batterista Matteo Cannavò, usciti dalla band heavy metal Ancelot, misero in piedi un nuovo progetto: più le caratteristiche musicali prendevano forma, più i due si accorgevano delle similitudini con i primi Asura, decidendo così di recuperarne il moniker. Dopo diversi cambi di formazione si giunse ad un minimo di stabilità, riuscendo così a registrare finalmente il primo EP “Only Death For My Warriors” nel 2009, a dieci anni dalla nascita. Il disco ebbe un discreto successo e portò la band a suonare anche sul continente. Purtroppo tutto ciò è durato poco, perché la band è ripiombata in un limbo, dove si trova tutt’ora. Nel 2016 la Masked Dead Records si è interessata al lavoro della band, ripubblicando l’EP in edizione limitata a 25 copie numerate a mano, con artwork e logo rivisitati. Le copie sono state vendute nel giro di una giornata, cosa che può dare nuova spinta alla band per un ritorno. In “Only Death For My Warriors” la line-up è formata da Fabrizio Pin (voce), Francesco Deledda (chitarra), Alessandro Usai (chitarra), Curse Vag (basso), Matteo Cannavò (batteria) e Psycho (tastiere e cori).

 

La prima delle tre canzoni di questo EP è “Requiem for my warriors”: il brano parte con un canto arabo che lascia subito il posto ad una melodia di tastiere arabeggiante, sopra ad una tosta parte ritmica. Il cantato è growl e si sposa benissimo con tutto il resto, compresi i molti spunti sinfonici che troviamo nell’arco della canzone. Le chitarre vengono usate con maestria, fondendosi a meraviglia con le tastiere, mentre basso e batteria creano un tappeto assolutamente indispensabile, pur non risultando invadente. Prima dei 5 minuti compare un coro in stile vagamente gregoriano che smorza i toni, preparandoci al crescendo finale. La canzone di mezzo, anche per durata, è “Escape from death”: introduzione dolce, che ricorda gruppi tipo Whitesnake e Winger. Dopo un minuto le chitarre iniziano a pompare, la base ritmica è trascinante e sorregge le tastiere. Il growl punta a tonalità alte nella strofa e ben più basse nel ritornello, non risultando però mai troppo aggressivo rispetto alla musica. Piacevole il momento in cui la chitarra si inserisce a sovrastare la melodia delle tastiere, che tornano protagoniste subito dopo con un solo molto elettronico, in grado di ricordare l’organo Hammond. Finale in crescere, con tanto di seconda voce clean. “Only hate” oltre ad essere il brano di chiusura è anche il più corto: la partenza è prorompente, una vera scarica. Tutto suona ben più duro rispetto alle canzoni precedenti, con un cantato che in certi tratti si porta allo scream. Di colpo l’atmosfera si calma, dopo circa un minuto e mezzo: riff più “leggeri”, tastiera che torna protagonista fino al nuovo “colpo di scena” della parentesi sinfonica. L’ultimo minuto riprende la scarica iniziale, chiudendo il lavoro degli Asura col botto.

 

Tirando le somme si può affermare con certezza che siamo di fronte ad un ottimo lavoro: “Only Death For My Warriors” ci consegna un death metal con forti tinte melodic/symphonic, condito da un po’ di influenze black, che conferiscono ai brani il giusto mix tra oscurità e violenza. Pregevole anche il lavoro di produzione, con suoni registrati ottimamente e in maniera ben bilanciata. Dopo questo ascolto è normale sperare nel ritorno della band all’attività in studio (e ovviamente live).

 

 

VOTO

9/10

 

Pubblicata il 12 Ottobre 2016

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

robin.reviews@hotmail.com