ASTRATTO – ''Il ritratto del rock'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ASTRATTO

COPERTINA

"IL RITRATTO DEL ROCK"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Nati nel 2013 con una formazione tutta maschile, gli Astratto tornano tempo dopo con una formazione rimaneggiata ma sempre con la voglia di proporre la loro musica dalle varie sfaccettature che vanno dal punk all'hard rock, passando per blues e funky. Le canzoni della band sono in italiano e ognuna racconta una storia. Ma ora bando alle ciance, passiamo alla musica presentandovi il loro EP “Il ritratto del rock”, composto da sei tracce registrate in presa diretta.


I can say” - Iniziamo subito con un leggero funky che ci impedisce di tenere fermo il piede. Il cantato è registrato con un volume leggermente più alto rispetto allo strumentale e a tratti lo copre. Bello il passaggio ad un rock/blues energico nella seconda parte, con un momento che mi ha ricordato un vecchio brano dei Nomadi. Finale di nuovo funky.

Il vento” - Passiamo ad una ballad rock molto radiofonica, con il più classico dei riff d'accompagnamento della chitarra. Il ritornello si incattivisce leggermente, senza però perdere lo stile. Senza dubbio ascoltabile, ma purtroppo suona di sentito e risentito.

Fai come vuoi” - Cambiamo ancora atmosfera e ci buttiamo nel punk/rock. Nonostante il suo bel timbro, purtroppo la voce della singer Mariarosa sembra stonare con lo stile del brano, risultando troppo melodica in un brano che in un buon 80% del tempo richiederebbe una voce più scattante e aggressiva.

Leggera” - L'atmosfera ritorna pacata e finalmente sembra che tutto sia al posto giusto, nessuno sembra essere fuori contesto. Peccato che, col passare del tempo, si percepisca un peggioramento della registrazione, come se certi microfoni avessero iniziato a funzionare male.

Nell'aria” - L'atmosfera si fa più solare, la versione scura della band lascia il posto ad una visione più positiva. La singer slancia la voce verso l'altro più spesso di quanto fatto finora, quasi a voler dare un tocco alla Antonella Ruggiero. Finalmente risulta percepibile il basso, fino a questo momento seriamente penalizzato dalla registrazione.

Viola” - Rimanendo in tema di basso, sono proprio le quattro corde ad aprire l'ultimo brano, seguito a ruota dalla batteria. La chitarra entra solamente con brevi stacchi fino al ritornello e il cantato risulta finalmente convincente per tutta la durata della canzone. Bello l'assolo di chitarra che ci accompagna verso il finale.


Che dire, da questo EP si intuisce la buona qualità generale della band bergamasca anche se la registrazione in presa diretta non le rende giustizia. Punti positivi: l'album scorre bene e si lascia ascoltare volentieri. Punti negativi: qualche imprecisione di troppo a livello del cantato e un sound che non sa di nuovo nonostante la tentata fusione di generi. Per chi vuole passare una ventina di minuti serenamente.


Mariarosa Capra: voce

Franco Gambioli: batteria

Roberto Balestri: chitarra

Marco Gellera: basso



TRACKLIST

1. I can say

2. Il vento

3. Fai come vuoi

4. Leggera

5. Nell'aria

6. Viola




VOTO

6/10


BAND

"I can say"

Pubblicata il 9 Marzo 2019

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by Robin Bagnolati