ALCHEM - ''Viaggio Al Centro Della Terra'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ALCHEM

"VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Le influenze più disparate, da Kate Bush agli Opeth e dai My Dying Bride ai King Crimson, danno origine al sound dei romani Alchem. La band formata da Annalisa Belli (voce e tastiere), Pierpaolo Capuano (chitarre, percussioni e flauto) e Luca Minotti (basso e programming) propone un Alternative/Prog Rock che sfocia nel Metal. Il nuovo album “Viaggio Al Centro Della Terra” (uscito l’11 Giugno 2018 per The Triad Rec) arriva dopo anni di assestamenti di organico, un cambio di moniker e tanti esperimenti e collaborazioni.

 

Behind The Door” – Una porta si apre, tuoni e versi di animali notturni ci accolgono. Chitarra, basso e batteria creano un’atmosfera cupa ma allo stesso tempo non pesante, oppressiva. La voce di Annalisa entra in scena soavemente, con effetti che accentuano la sensazione. Entra in scena anche un violino, quasi a voler aumentare la dolcezza del brano. Per non dimenticarci completamente il nostro contesto, però, vengono inserite alcune piccole dissonanze. Bello il lungo assolo delle tastiere, impostate in maniera da sembrare un organo elettrico. Arriviamo al finale e la porta si richiude alle nostre spalle.

Spirit Of The Air” – La ritmica si fa più sostenuta, con intervalli al confine col Metal. Il cantato resta sullo stile del brano precedente, ma senza effetti, spingendosi anche in punti più alti nei momenti più intensi. Non mancano i riferimenti al Symphonic, mentre lo strumentale mantiene le caratteristiche Alternative/Prog. Dopo i cinque minuti chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dal solo di chitarra.

Il Canto Delle Sirene” – Basso e chitarra aprono le danze. Il pezzo si fa subito ancora più pesante, con suoni che potrebbero quasi essere accostati ad un brano Doom. Il tutto si placa leggermente nei momenti in cui appare la voce, nella strofa, mentre nel ritornello le parti si uniscono. L’amore per il Prog da parte della band è chiarissimo in questo brano, la cui seconda metà è una vera gemma strumentale.

In My Breath” – Ci accolgono sonorità al limite del jazz, la voce a tratti sembra quasi sdoppiarsi. Gradevole l’accompagnamento del violino. Si viene trasportati in un’atmosfera onirica per due minuti e mezzo, fino a quando lo strumentale aumenta d’intensità, creando momenti a cavallo tra Prog e Folk.

Viaggio Al Centro Della Terra” – Suoni elettronici aprono il brano, una sirena, un conto alla rovescia… E il razzo prende quota. Prende forma il brano più Prog ascoltato finora. Uno strumentale ricco di sfaccettature, con diversi movimenti in grado di evocare sensazioni mai uguali. Un vero viaggio. Ho detto strumentale e domo i cinque minuti entra in scena la voce? Tranquilli, non sono impazzito, perché non esiste un testo, ma solo vocalizzi in maniera da sembrare uno strumento vero e proprio. Questo brano è una bomba!

I Don’t Belong Here” – Chitarra, basso e flauto in apertura, con la pioggia ad addolcire la situazione, rendendola al contempo malinconica. Il cantato entra in scena e subito riporta alla mente il modo di cantare della grande Antonella Ruggiero. Una canzone che non stonerebbe in un locale di musica Jazz.

Butterflies Are Singing” – Suoni non meglio identificati e tastiere. La voce entra dopo poco. Dopo il minuto si aggiungono basso e batteria, donando maggiore profondità. La voce si sdoppia, creando un’armonizzazione che ci sta alla perfezione. Purtroppo si arriva alla fine del pezzo chiedendosi quale sia il suo punto di forza, non resta, scorre solamente addosso… Un mezzo passo falso.

Armor Of Ice” – Passiamo a sonorità decisamente più Metal, con un riff di chitarra al limite del Thrash. Il cantato di Annalisa è sempre dolce e melodioso. La parte ritmica ci risveglia un po’ dal torpore del brano precedente, ma resta un velo di perplessità su alcune scelte. La seconda metà del brano vira verso lidi meno standard e risolleva la situazione. Il finale si rifà alla parte iniziale, inserendo un po’ di più di gusto Prog.

Fragments Of Stars” – Accompagnamento leggero, vocalizzi e poi appare il cantato con effetto sdoppiamento. Le sonorità si ispirano alla musica mediorientale. Un lungo trascinarsi che lascia un po’ perplessi…

Pioggia D’Agosto” – La pioggia e le tastiere aprono il brano più lungo del disco, oltre che conclusivo. Appaiono anche gli strumenti a corda, con poche note ben assestate, e la melodia del violino… Non fatevi trarre in inganno, perché poco prima dei due minuti tutto si anima, le chitarre aggiungono una buona dose di distorsione, le tastiere si trasformano in Hammond e la batteria sforna una ritmica assolutamente non banale. Siamo tornati in piena atmosfera Prog, con un cantato in italiano che sembra muoversi su un binario diverso da quello dello strumentale: davvero un ottimo effetto. Da ascoltare fino all’ultimo secondo.

 

Solo due parole: lasciatevi rapire. Non fosse per quel momento di appannamento tra il settimo e il nono pezzo questo album sarebbe una chicca completa. Un album vario, completo, pieno di sfaccettature in grado di soddisfare anche i palati più fini.

 

 

 

TRACKLIST

1. Behind The Door

2. Spirit Of The Air

3. Il Canto Delle Sirene

4. In My Breath

5. Viaggio Al Centro Della Terra

6. I Don’t Belong Here

7. Butterflies Are Singing

8. Armor Of Ice

9. Fragments Of Stars

10. Pioggia D’Agosto

 

 

 

VOTO

8,5/10

 

"Il Canto Delle Sirene"

Pubblicata il 11 Giugno 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati