AIRBOUND - Self Titled (Steel on Fire - Metal Webzine)

AIRBOUND

"AIRBOUND"

A cura di Andrea Veronesi,

revisione di Giulia Fordiani

Attivi dal 2000 e con diverse collaborazioni alle spalle, i milanesi Airbound escono con questo omonimo nel settembre del 2017 per Art Of Melody Music. L'album in questione è mixato e masterizzato insieme a Oscar Burato negli Atomic Stuff Studio. La band è formata da Tomas Borgogna alla voce, Lorenzo Foddai alla chitarra, Alessandro Broggi alle tastiere, Angelo Sasso al basso e Riccardo Zappa alla batteria. Il genere proposto è AOR con chiare influenze dettate dai grandi del genere.

 

L'apertura è affidata ad "Have A Good Time" che insieme alla successiva "The Sun Tommorrow", fa subito capire le coordinate stilistiche di questo quintetto: due mid tempo classici di Rock melodico che si muove tra Bon Jovi e Journey, riportando qua e là alla mente tutto il primo periodo delle band di questo calibro. II cantato di qualità di Tomas Borgogna è subito evidente e, a tratti, alcune parti timbriche della sua voce unite al sound ottantiano ricordano qualcosa anche degli Stryper. Nel secondo brano presente come guest ai cori Davide "Dave Rox" Barbieri (Wheels Of Fire, Raintimes, Charming Grace, Room Experience).

Con "Till The End" scopriamo subito uno dei pezzi da novanta dell'intera produzione, non è un caso che ne sia stato tratto anche un video ufficiale e che sia diventato il singolo trainante del disco. L'impressione è che appena i nostri si scostano da certi clichè cari al genere che propongono, siano in grado di mettere a segno colpi micidiali, come in questo caso: il giro ritmico impreziosito dalle tastiere è veramente magnifico e sostiene tutta la traccia, un brano dal sapore internazionale: grande!

Passiamo oltre con "You Live & You Learn", che potrebbe in tutto e per tutto essere stata scritta e cantata dal miglior Jon Bon Jovi, cori compresi, sicuramente un brano accattivante, valorizzato dalla linea di basso e dalla struttura melodica.

Apertura ariosa di tastiera per "Don't Fade Away", dove ancora una volta Tomas Bertagna sfodera una prova magistrale e più ascolto il suo cantato, più non so se essere felice per avere l'opportunità di scoprire cantanti e band di questo calibro, o se incazzarmi nel chiedermi dove siano stati fino ad ora e perchè non si offrano opportunità come si deve ad artisti del genere... Mah! Interessante l'assolo di chitarra, adagiato su una bella ritmica di basso, nella parte centrale.

Nella ballad "Zhaneta", si concentrano le parti degli altri ospiti di questo lavoro, per quanto riguarda gli assoli di chitarra avremo Sven Larsson (Streettalk, Raintimes, Room Experience) e Mario Percudani (Hungyheart, Shining Line, Ted Poley Axe) e ai cori Josh Zighetti (Hungryheart, Charming Grace). La capacità tecnica della band e la cura di ogni aspetto della composizione sono indiscutibili anche in questo brano, da accendini accesi in sede live. Gli assoli di chitarra caratterizzati da un suono caldo e stilisticamente di ottimo gusto conferiscono una nota di eleganza a questo episodio.

Con "Runaway", inevitabilmente mi sono chiesto se il titolo non avrebbe rischiato di riportare alla mente il grande classico dell'84 della celebre rockstar del New Jersey, considerando il genere proposto, ma niente di tutto questo. Il brano in questione risente di influenze un po’ più metalliche di quanto sentito fino ad ora. Bellissima ed ironica scelta il finale.

"Wasted World" ha la stessa capacità di "Till The End" di colpirci, grazie ad una scelta ritmica originale e fresca, che viene spezzata dal consueto approccio melodico al ritornello, salvo poi riprendere il tema portante per la strofa, importantissimo lavoro del basso che sorregge tutto. Un altro brano che continuerà a ronzarvi in testa, una di quelle canzoni che scambiereste alla radio per un brano di qualche band famosa con una trentina di anni di carriera… Ah no, scusate ho detto radio? Scusate è vero che alla radio band italiane con tanta classe non le passano...

Tastierone per "She's A Girls" e torniamo ad un puro e spensierato Rock melodico con ancora da sottolineare la parte dell'assolo di chitarra e l'ottima prova ritmica di basso e batteria, che rendono snella ed happy-oriented l'intera composizione.

Chiusura affidata a “Seven Seas”, un altro dei migliori episodi di questo lavoro, dove la scelta musicale vincente di affidare l'intro a tastiera e batteria si rivela spettacolare, a ruota entrano poi tutti gli strumenti, il lavoro sul tempo è degno di nota, il consueto e preciso assolo di chitarra dal gusto hard rock e la chiusura dolce ed elegante.

 

Gli Airbound sono una band con esperienza da vendere alle spalle, elegante e fresca seppur legata saldamente alla tradizione più classica di questo genere. Sentire musica cosi ispirata e ben suonata è una gioia per i nostri padiglioni auricolari e per lo stato di salute della scena italica. Quest'album è uno di quei lavori che potrete mettere nel lettore ed ascoltare tutto di un fiato senza skippare nemmeno un brano, lo potrete ascoltare in loop e sarà anche un ottimo compagno di viaggio perfino in auto. Probabilmente con il tempo imparerete addirittura I brani e li canticchierete inconsciamente, pensando che siano di qualche mostro sacro di questo genere.

 

 

 

TRACKLIST

1. Have A Good Time

2. The Sun Tomorrow

3. Till The End

4. You Live & You Learn

5. Don’t Fade Away

6. Zhaneta

7. Runaway

8. Wasted World

9. She’s A Girl

10. Seven Seas

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"Till The End""

Pubblicata il 31 Maggio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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