AEXYLIUM - “Tales From This Land” (Steel on Fire - Metal Webzine)

AEXYLIUM

"TALES FROM THIS LAND"

A cura di Robin Bagnolati

revisione di Giulia Fordiani

Steven Merani (voce), Fabio Buzzago (chitarra solista e cori), Roberto Cuoghi (chitarra, cornamusa e cori), Matteo Morisi (percussioni), Gabriele Cacocciola (basso), Stefano Colombo (tastiere e cori), Gabriele Guarino (flauto) e Federico Bonoldi (violino): questi sono gli otto membri della band Folk Metal varesina Aexylium. La band nasce nel 2014 con l'intento di fondere i suoni degli strumenti tradizionali con quelli degli strumenti classici del Metal, arrivando a creare un Folk Metal non scontato. L'esordio discografico avviene nel 2016 con l'EP autoprodotto “The Blind Crow”, ma è solo due anni dopo, il 29 Giugno 2018, che esce il primo full lenght “Tales From This Land”, per l'etichetta Underground Symphony Records.

 

Prelude To A Journey” - Uno strumentale di due minuti e mezzo che ci aiuta ad entrare nell'ottica della band e degli strumenti utilizzati. Piacevole ed intenso, condito dagli immancabili effetti sonori di pioggia e fuoco.

Black Flag” - Ecco il primo dei pezzi già presenti sul primo EP, insieme alle tracce 8 e 9. Folk Metal senza compromessi, col flauto che in partenza la fa da padrone. Ci troviamo davanti ad un brano con spiccata tendenza al Power, con voce pulita e cavalcate delle chitarre. Bello anche il suono di una fisarmonica, ricreato dalle tastiere, che crea una bella base. Pezzo carico e scorrevole.

Into The Jaws Of Fenrir” - Il ritmo rallenta leggermente, l'atmosfera è più pesante... Ed ecco che arriva la sorpresa: il cantato si trasforma in growl, portando le influenze da Power a Melodic Death. Sia ben chiaro, parlo solo di influenze, perchè la matrice Folk è sempre ben chiara e presente. Possiamo chiaramente percepire l'evoluzione della band, rispetto al brano precedente: nei due anni tra l'EP e questo disco gli Aexylium sembrano aver maturato la propria identità.

Aexylium” - Eccoci ad un classico, ovvero la canzone che prende il nome dalla band. Si parte con la dolcezza del flauto, ma ben presto scatta la potenza del Metal. Veloce, con cantato in clean e un bellissimo assolo di basso. Visto il titolo mi aspettavo qualcosa di più personale, invece in molti momenti sembra di ascoltare un “vecchio” lavoro degli Elvenking.

My Favourite Nightmare” - Le melodie scanzonate lasciano il posto ad un'atmosfera un po' più cupa. Il cantato presenta un nuovo registro, con un graffiato convincente. Davvero bella la parentesi strumentale, con il gioco di melodie di violino e flauto: quest'ultimo (è una mia impressione) sembra voler omaggiare inizialmente una grande band italiana, la PFM, perchè l'inizio del suo intervento mi fa tornare alla mente uno spezzone di un brano tratto dal grande album live di De Andrè con arrangiamenti, appunto, della PFM... Magari me lo sono sognato, ma l'impressione resta quella.

Banshee” - L'atmosfera cambia completamente, si fa decisamente più oscura, un Folk Metal nettamente più “serio”. Ritorna in scena il growl. Brano trascinante, con momenti tutt'altro che scontati. Fin'ora sicuramente il momento più alto del disco.

Tales From Nowhere” - L'introduzione dal sapore medievale lascia il posto ad una nuova cavalcata Power. Purtroppo fin da i primi secondi si percepisce quell'odore di già sentito. Un buon pezzo, certo, ma che passa un po' in sordina...

Revive The Village” - Cornamusa in partenza, una ventata di aria fresca! Si ritorna ad un'atmosfera più goliardica e con sonorità decisamente più tradizionali, mentre in certi tratti il cantato sfocia nell'Irish Punk Rock. Vien quasi voglia di ballare.

The Blind Crow” - Introduzione dolce che apre la strada ad una cavalcata strumentale a dir poco perfetta. Serve un minuto e mezzo per l'entrata in scena del cantato che, questa volta, si sviluppa con la doppia voce clean e growl, spesso sovrapposte. Ah, dimenticavo, non skippate il finale ma godetevelo ad occhi chiusi.

Judas' Revenge” - Ritorniamo alle sonorità medievali come introduzione. Anche qui l'energia non manca affatto, peccato per un cantato che in alcuni momenti sembra essere un corpo estraneo a causa di una metrica un pelo forzata. Fortunatamente il problema lo si riscontra solamente nella prima strofa. Preparatevi a saltare!

Radagast” - Quando un ritmo ti ricorda un altro brano ma non si sposta dalla punta della lingua... Questa è la sensazione che si prova ascoltando i primi secondi di batteria del brano. Quando anche gli altri strumenti entrano in scena tutto scompare e rimane solamente un brano trascinante, carico di energia. Ben strutturato e con variazioni che impreziosiscono, questo pezzo è una degna conclusione per questo disco.

 

Davvero un ascolto piacevole questo “Tales From This Land”, un disco che scorre nelle orecchie che è un piacere, allietando magari qualche giornata uggiosa. Altro punto di forza è senza dubbio la registrazione: tutto al posto giusto e col volume giusto, in modo da poter valorizzare al meglio anche il basso. Certamente questo album non è esente da pecche, soprattutto in un paio di brani che danno impressione di poca originalità. Si può migliorare ma il livello già così è di assoluto rispetto e questo disco nel complesso lo dimostra a pieno.

 

 

 

TRACKLIST

1. Prelude to a journey

2. Black Flag

3. Into the jaws of Fenrir

4. Aexylium

5. My favourite nightmare

6. Banshee

7. Tales from nowhere

8. Revive the village

9. The blind crow

10. Judas’ revenge

11. Radagast

 

 

 

VOTO

8/10

 

"My Favourite Nightmare" (Live)

Pubblicata il 1 Ottobre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati