AENIGMA

AENIGMA

"THE AWAKENING"

A cura di Robin Bagnolati

Gli Aenigma sono una band emergente proveniente dalle terre toscane, nata nel gennaio 2013 da un’idea del batterista Matteo Pasquini e del chitarrista Juri Filippi, ai quali poi si aggiungono la cantante Caterina Bianchi e il bassista Mizar Marsili. Purtroppo i cambi di formazione sono stati tanti e ora la lineup della band è composta da Caterina Bianchi (voce), Matteo Pasquini (batteria), Lorenzo Ciurli (chitarra e voce), Denis Hajolli (tastiere) e Valerio Mainardi (basso). Le prime composizioni della band mostravano una componente folk, mentre ora la proposta degli Aenigma si può definire come un Gothic Symphonic Metal. Dopo un paio di demo ed EP con la vecchia formazione, nel Novembre del 2016 vede la luce il primo lavoro degli attuali Aenigma, intitolato “The Awakening”: 7 tracce accompagnate da un artwork in cui un albero maestoso giganteggia nell’intero spazio dell’immagine.

 

Ma passiamo al contenuto del disco, iniziando con l’introduzione intitolata, appunto, “Intro”: parte piano, ma ben presto diventa un crescendo a suon di orchestrazioni, mantenendo un’ombra di mistero. La prima vera canzone del disco è “Your Ghost”, dove sin dall’inizio melodie classiche e ritmica metal si fondono alla perfezione. Ci si aspetterebbe un cantato lirico, invece Caterina ci accoglie con un cantato normale, al quale si unisce la seconda voce di Lorenzo nel ritornello. Il riff di chitarra risulta non banale, le orchestrazioni ben realizzate, la ritmica in sintonia con la parte melodica. Buona anche la registrazione, non si avvertono volumi sballati tra le varie parti. “Silence” invece ci accoglie con una dolce melodia delle tastiere, che prosegue anche quando il metal entra in scena. Il cantato prosegue sulla strada della canzone precedente, risultando però ancora più sicuro e convincente. La parte musicale si basa soprattutto sulla leggera melodia classica, mentre il resto si basa su riff e ritmiche molto semplici, salvo scatenarsi nella seconda metà del brano, con una ritmica incalzante e un solo di chitarra al limite del prog. “Unleash The Storm” è la quarta traccia del disco: da subito l’atmosfera è più ruvida e cupa, la tastiera sovrasta (forse troppo) gli altri strumenti. La ritmica del brano è piuttosto classica e scorrevole, come la parte della chitarra; belli gli inserimenti della seconda voce in growl. Davvero ben strutturata la parte strumentale dopo il secondo ritornello, con il passaggio di assoli tra chitarra e tastiere, mentre il finale è lasciato al classico puro. Passiamo alla cover di questo disco, ovvero “Song Of Durin” dell’artista londinese Eurielle: intro cupo che accoglie la dolce melodia cantata da Caterina; la batteria intona un ritmo da battaglia, la melodia dello strumentale si basa su poche note lunghe, puro accompagnamento alla voce. Da metà canzone tutto vira al metal nello strumentale, con una ritmica più aggressiva e un leggero tocco di distorsione alla chitarra, mantenendo inalterata la dolcezza del cantato: i fan della saga di Tolkien apprezzeranno sicuramente. Il sesto brano è “Weakness”: l’atmosfera cambia drasticamente e vira verso sonorità decisamente più power molto sinfonico. Le orchestrazioni di supporto sono ben strutturate e studiate, la ritmica mantiene un ritmo elevato e costante; riappare la seconda voce maschile che, va detto, non convince in tutti i suoi interventi. Il solo di tastiera irrompe in scena e regala un bel momento e sempre la tastiera ci accompagna alla fine del brano, con una dolcezza mai sentita nel brano. L’ultima canzone è “The Darkest Side”, dove la componente sinfonica ricopre una certa importanza all’inizio. Ritmica con eccessiva ma decisa nella strofa, ben più carica nel ritornello, mentre ogni tanto si inserisce la seconda voce a supportare la voce principale, alternando clean e growl. Il “brutto” di questo brano è che sembra troppo corto all’ascolto, nonostante i 3 minuti e 20, e si chiude quasi di colpo, lasciando un po’ di perplessità all’ascoltatore.

 

“The Awakening” è un buon lavoro per la band toscana, ben strutturato ed eseguito: le pecche sono veramente poche e di relativa importanza e la cover è veramente ben eseguita. Il problema del disco però lo ritroviamo nel finale, perché come struttura “The Darkest Side” non risulta adatta per concludere l’album, con una chiusura che lascia quasi l’amaro in bocca. Complessivamente, comunque, questa fatica degli Aenigma pone ottime basi per i lavori futuri.

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 13 Dicembre 2016

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

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