TROM

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"31"

A cura di Robin Bagnolati, con la collaborazione di Siberian Tiger

A distanza di alcuni mesi dalla ristampa di "Balnor", la bresciana Masked Dead Records ci ripropone la band svizzera Trom, con il loro ultimo lavoro "31", datato 1996. I Trom propongono un Dark Metal influenzato da Gothic Rock, Punk e Black Metal. Come abbiamo detto, "31" è l'ultimo lavoro della band, scioltasi poco dopo, e si tratta di una demo composta da 3 tracce, alle quali nella nuova versione viene aggiunta una bonus track mai pubblicata prima. MDR ci ripropone l'album con un artwork in bianco e nero, molto d’effetto, nelle consuete 25 copie numerate, di cui le prime 13 avranno in oltre un'intervista alla band. La lune-up della band era composta da Fabrice (nostra conoscenza grazie al progetto Darkoustix, recensito un po' di tempo fa), Yorki alla chitarra, The New One al basso e Henri alla batteria.

 

Ora però passiamo alla musica con la prima traccia, la title track: l'introduzione è interamente dedicata alla ritmica, prima di passare alla parte strumentale vera e propria, dalle sonorità oscure. Il cantato di Fabrice si snoda su tonalità basse e timbriche graffianti, mentre la base si divide tra la leggerezza della strofa e le atmosfere quasi black del ritornello. Durante il brano troviamo anche momenti parlati, in diverse lingue. La parte meno varia è quella strumentale, che non denota una particolare fantasia compositiva. Dopo la prima e più lunga traccia, passiamo a "No Speak, No Smile". L'intro è puramente rock, pur non perdendo i connotati oscuri. Il cantato alza un po' la tonalità mantenendo il graffio, il riff di chitarra si fa più accattivante, seguito da un buon giro di basso e una ritmica non troppo invasiva. Circa ai due minuti la situazione si calma un po' e Fabrice quasi parla, alternando ciò a momenti di maggior cattiveria vocale e strumentale di chiara ispirazione Punk. Il brano scorre bene e non annoia mai. "Rosa Mystica" chiude la parte originale del disco e si presenta con note lente del basso, all’apparenza leggermente scordato, prima dell'ingresso della ritmica e della melodia della chitarra. Fabrice entra in scena recitando il testo, prima di passare a cantare veramente, aumentando l'enfasi dark del brano. Atmosfera a parte, il pezzo strumentale non risulta particolarmente vario, ma possiamo finalmente ascoltare per la prima volta l'influenza del Black Metal. Passiamo alla chiusura con la bonus track "Nagual": ci accolgono basso e batteria, prima del parlato che apre la strada ad uno strumentale, di chiara ispirazione Punk, movimentato e distorto, prima di passare ad una sorta di ritornello che rappresenta una parentesi "black". Finalmente a metà brano assistiamo ad una breve variazione sul tema da parte della chitarra, prima di ritornare all'andazzo precedente. Purtroppo il brano risuona un po' monotono, faticando ad entrare in chi ascolta.

 

Le atmosfere Dark di certo non mancano in questo EP, mentre purtroppo non possiamo dire la stessa cosa per la fantasia: a parte la seconda traccia, gli altri brani non brillano per variazioni e inventiva, basandosi principalmente sul carisma del cantante. Soprattutto la bonus track non rispecchia le aspettative iniziali. Tutto ciò non toglie che il disco risulta ben suonato ed interpretato con stile. Anche quando non si raggiungono le vette dell'eccellenza non fa mai male riascoltare quanto creato in passato per cercare di migliorarlo e migliorarsi.

 

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

Pubblicata il 21 Aprile 2017

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12 Ottobre 2016

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