SPECTRAL - ''Neural Correlates Of Hate'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

SPECTRAL

"Neural Correlates Of Hate"

"NEURAL CORRELATES OF HATE"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Cambi di moniker e di formazione: ci sarebbe tanto da scrivere su questa band rumena, ma meglio soffermarsi sul presente. Gli Spectral sono un trio Progressive Death Metal di Piteşti, una cittadina ad un centinaio di chilometri da Bucarest. Dopo aver pubblicato un EP nel 2007, ci son voluti ben 10 anni per avere di nuovo loro notizie in ambito discografico, perchè solamente nel 2017 esce un nuovo singolo. Finalmente nel Marzo del 2018 prende forma il loro primo full-lenght intitolato “Neural Correlates Of Hate”, pubblicato in collaborazione con Loud Rage Music. La lineup che ha lavorato a questa opera è formata da Romain Goulon (batteria), Ciprian Martin (chitarra e basso) e Andrei Calmuc (voce).

 

Artificial Storage” - Subito percepiamo che non si tratta di classico Death Metal ma di qualcosa di più articolato. Basso e batteria creano un tappeto sonoro bello solido, mentre la chitarra crea riff in controtempo, spaesando leggermente all'inizio. Growl convincente e non invadente. Verso i due minuti e mezzo parte il solo di chitarra, ben studiato e ben eseguito. Quasi quattro minuti che letteralmente volano.

Ashes To Dust” - Stavolta è la chitarra a partire a spron battuto, mentre la sezione ritmica tende a mantenersi su ritmi più soft. Verso i trenta secondi troviamo un momento calmo ed inaspettato, che tenderà a riproporsi in differenti forme nel resto del brano. Grande lavoro del basso, che finalmente ha la giusta importanza. Impossibile non lasciarsi trasportare da questo pezzo che riempie letteralmente il cervello con le sue mille sfaccettature. Quasi nove minuti di musica in grado di togliere il respiro. Perla rara.

Nihilist” - Partiamo subito con tecnicismi niente male che si uniscono al growl. Incessante per oltre due minuti, fino a quando il solo di chitarra stacca un po' l'atmosfera, ma non l'intensità. Il secondo assolo di chitarra è ancora più entusiasmante del primo.

Empathy” - Inizio altalenante, a tratti quasi sincopato. In questo brano a farla da padrona è la batteria, con brevi assoli e stacchi imprevedibili, con cambi di metrica continui. Quattro minuti e mezzo volati in un solo fiato.

Neural Correlates Of Hate” - Meno di tre minuti di un brano sicuramente buono, ma di un livello non paragonabile ai precedenti. In una durata così breve riescono comunque a condensare tutti gli aspetti di un pezzo completo, con tanto di momento puramente Progressive.

Hallucinatory Authorization” - Ora torniamo sopra agli otto minuti. Il brano si apre con un botta e risposta tra chitarra e sezione ritmica. Ascoltare questo pezzo in cuffia è quasi disorientante, con parti di chitarra che si alternano prima a destra poi a sinistra, fino a far mancare l'equilibrio. Troviamo anche un breve periodo con una voce pulita che parla con un effetto elettronico, come fosse la voce di un computer di un film anni settanta. La parte centrale è veramente cupa e drammatica... Alla fine forse otto minuti sono pure pochi.

Hatred” - Partenza sul acceleratore e head banging praticamente scontato. Davvero piacevole sentire come la band riesca a far rendere alla perfezione le distorsioni. Due minuti scarsi ma energia da vendere.

Divided We Fall” - Basso per i primi due secondi e poi si torna alla carica. La chitarra si concentra ad interventi di una o due note quasi controtempo, mentre il grosso del lavoro lo fa la ritmica. La batteria è palesemente triggerata, ma senza questo espediente il brano non avrebbe la stessa resa. La componente Prog qua la fa da padrone, soprattutto nel lungo spezzone strumentale: una vera goduria!

Into The Further” - Siamo giunti all'epilogo e la band non si smentisce iniziando questo pezzo con la consueta carica. Per la prima volta possiamo trovare un vero e proprio difetto, quando il cantato passa dal growl ad un “effetto Paperino”, fortunatamente solo per pochi secondi. Anche qui cambi continui e la chitarra che si sbizzarrisce in alcune ottime evoluzioni. Degna conclusione per questo lavoro.

 

Dopo un inizio di ascolto titubante, il disco si è mostrato in tutta la sua bellezza: nulla fuori posto, a parte qualche piccola sbavatura trascurabile, una produzione di livello e una band con tante idee e assolutamente non confuse. Un disco da ascoltare tutto d'un fiato, lasciandosi travolgere senza esitazione. Se questo è il debutto non oso immaginare cosa ci aspetta per il futuro. Complimenti agli Spectral!

 

 

 

TRACKLIST

1. Artificial Storage

2. Ashes To Dust

3. Nihilist

4. Empathy

5. Neural Correlates Of Hate

6. Hallucinatory Authorization

7. Hatred

8. Divided We Fall

9. Into The Further

 

 

 

VOTO

9/10

 

Spectral (Photo by Miluta Flueras)

"Artificial Storage"

Pubblicata il 18 Novembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati