SINMARA - ''Within The Waves Of Infinity''

SINMARA

"WITHIN THE WAVES OF INFINITY"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

Con questo caldo estivo viene voglia di spostarsi in luoghi più freschi, e ciò accade anche con le recensioni. Oggi ci portiamo nella capitale islandese Reykjavik insieme ai black metaller Sinmara: nata nel 2008 con il nome di Chao, la band cambia nome nel 2013 e pubblica il primo album “Aphotic Womb” l’anno dopo. Passano tre anni e finalmente la band ritorna pubblicando uno split insieme ai Misþyrming e, il 23 Luglio 2017, pubblica su Bandcamp il nuovo EP “Within The Waves Of Infinity” (dal 24 Agosto in CD e Vinile per l’etichetta norvegese Terratur Possessions), composto da tre tracce per una durata complessiva di quasi venti minuti ed accompagnato da un artwork senza logo in bianco e nero, molto ad effetto, che ricorda le antiche saghe nordiche. Prima di passare alla musica, però, bisogna presentare i membri della band:

 

Ólafur Guðjónsson: voce

Garðar S Jónsson: chitarra

Bjarni Einarsson: batteria

Þórir Garðarsson: chitarra

Sigurgeir Lúðvíksson: basso

 

La prima traccia di questo EP è la title track “Within The Waves Of Infinity”: le chitarre entrano in scena subito molto distorte, il basso crea un tappeto maestoso mentre la batteria non esagera con la ritmica, mantenendo livelli non esasperanti. Il growl è ben eseguito, nonostante in alcuni momenti sembri perdersi per un secondo. Ritmo ed intensità aumentano costantemente col passare dei secondi, passando da un Black atmosferico a qualcosa di sempre più vicino al puro. Poco prima dei cinque minuti il brano sembrerebbe arrivato al capolinea, ma la band riesce a riportarlo su con stile. Oltre sette minuti che non stancano le orecchie. Il successivo brano ci mette davanti ad una lingua biforcuta da serpente con “Ormstunga”: i suoni iniziali sembrano più caotici, ma assolutamente non messi a caso, infatti ben presto la chitarra principale sfodera la sua melodia. Fin da subito ci possiamo accorgere di come qui il Black abbia virato verso il lato più estremo, allontanandosi dall’Atmospheric. Il growl di Ólafur risulta impostato meglio rispetto al brano precedente e, in certi momenti, si avvale di brevi cori. La svolta nel brano arriva ai quattro minuti e mezzo, quando si passa ad un breve periodo a cavallo tra Atmospheric e Ambient, prima di ritornare a sonorità più cariche, con un cantato che inizialmente abbandona il growl. Un finale ben riuscito ci porta alla traccia conclusiva, ovvero “Nine Halls”: sonorità ancora più estreme aprono la canzone più breve del disco. Le corde creano un vero muro sonoro, rotto solamente dal growl e dai piatti della batteria. Black puro, nel quale la melodia della chitarra rimane in secondo piano, dando sfogo a quanto di più violento ed oscuro la band possa produrre. Nella seconda metà del brano inizia a prendere spazio la melodia delle chitarre, grazie anche ad un minimo alleggerimento dell’atmosfera. Il finale è un crescendo da pelle d’oca.

 

L’Islanda, al pari delle terre scandinave, difficilmente esporta Black Metal di bassa qualità ed i Sinmara ne sono un esempio: tre brani di pregevole fattura, ben strutturati e composti, che non stancano l’ascoltatore. La struttura di questo EP, inoltre, lo rende adatto anche a chi si sta avvicinando al genere, perché in soli venti minuti passa dal più compassato Atmospheric al più estremo e puro Black, in un continuo crescendo. L’unica pecca la possiamo riscontrare nella non eccelsa qualità di registrazione, che comunque non preclude la godibilità dell’ascolto.

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 06 Agosto 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati