RUINS OF ELYSIUM - ''Seeds Of Chaos And Serenity''

RUINS OF ELYSIUM

"SEEDS OF CHAOS AND SERENITY"

A cura di Michele Puma Palamidessi,

revisione di Giulia Fordiani

Già al secondo album dopo pochi mesi dal debutto ufficiale, i Ruins Of Elysium tornano con "Seed Of Chaos And Serenity", un lavoro di 11 tracce inedite per un totale di 75 minuti circa. Per chi non conoscesse questo progetto, la band è formata da 3 elementi: il tenore Drake Chrisdensen, il chitarrista e bassista Vincenzo Avallone e alla batteria e synth Icaro Ravelo. Il genere che propongono è un Epic Symphonic Metal collegato a tematiche fantasy-videogame e anime.

 

Questo secondo platter risulta difficilmente assimilabile, basti pensare che la traccia più orecchiabile è il primo singolo estratto "Serpentarius": buon uso delle chitarre, un Epic Metal abbastanza veloce e ottima amalgama della componentistica sinfonica. Per il resto l'album corre sulla sufficienza con alcuni ottimi spunti, come l’epicheggiante "Shadow Of Colossus" oppure la difficile "Beyond The Witching Hour”. Invece dalla settima all'undicesima traccia si parla di un'opera divisa in cinque atti. “Seeds Of Chaos And Serenity", dove pare citare proprio l'anime Sailor Moon (molto in voga per chi ha vissuto gli anni '90); inesorabilmente a velocità quasi repentina, l'ascolto di questa piccola opera fa calare l'entusiasmo all'ascoltatore, atto dopo atto dando spazio a lunghe "ronfate", brani di una "plasticosità" unica, chitarre che non colpiscono l'ascoltatore, non si fanno notare per niente, così come il tenore che pare molto sottotono. Una raccolta di brani quasi fine a se stessi che purtroppo fanno perdere di qualità all'intero prodotto che fino alla settima traccia risultava convincente, tutto sommato buona la qualità del sound che pare leggermente migliore rispetto al debutto "Daphne".

 

Chi ama un Epic Symphonic Metal più veloce ed è di vena più aggressiva deve purtroppo virare su altro poiché questo trio ama sperimentare, spingendo il proprio Epic Symphonic su lidi più complessi e meno "easy- listening"; così complessi che annoierà facilmente l'ascoltatore non abituato a sonorità troppo complesse, accompagnandolo in più occasioni nel mondo dei sogni. Mentre per gli amanti del genere e per chi ama sonorità non troppo "easy" rimane una buona occasione seppur con qualche riserva. Dopo "Daphne" purtroppo questo album non brilla per la sua ispirazione compositiva. Poteva essere un buon lavoro? Occasione sprecata? Può darsi, l'importante è che la band prenda più tempo e magari alla prossima occasione sforneranno album decisamente di qualità migliore.

 

 

 

TRACKLIST

1. Kama Sutra

2. Shadow Of The Colossus

3. Serpentarius

4. Beyond The Witching Hour

5. Iris

6. The Birth Of A Goddess

7. Seeds of Chaos And Serenity Arc1: Crystal

8. Seeds of Chaos And Serenity Arc2: Black Moon

9. Seeds of Chaos And Serenity Arc3: Infinity

10. Seeds of Chaos And Serenity Arc4: Dreams

11. Seeds of Chaos And Serenity Arc5: Stars

 

 

 

VOTO

5,5/10

 

"The Birth Of A Goddess"

Pubblicata il 11 Gennaio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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