RAVN - ''I Mørke Natt'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

RAVN

"I MORKE NATT"

A cura di Matteo Perazzoni,

revisione di Giulia Fordiani

Bentornati su Steel on Fire, amici e lettori. È molto più interessante di quanto si possa credere il gruppo che sto andando a recensire. Partiamo con ordine, poiché siamo in Norvegia ed è incredibilmente inusuale un gruppo di questo livello, da quelle parti. Sapete, il Nord Europa non mi ha mai affascinato musicalmente parlando, poiché vi è una cultura realmente molto controversa per quanto concerne la concezione della Musica, e quindi sono sempre stato lontano dagli sviluppi di quelle zone. Non abbiamo molte informazioni su questo progetto, possiamo quindi solo ipotizzare ne più o ne meno che vi è la volontà di creare un sound variegato ed accessibile ai più, senza scadere nel banale. La scelta per me è assolutamente intelligente, unire la propria passione al possibile riscontro (economico più di tutti) è sempre un po' l’ambizione di tutti quelli che suonano. Da qui, la fusione ben ragionata di influenze già sperimentate prima da altri gruppi, ma riviste a mio dire in un’ottica corretta: un Folk Doom Metal, dovendo azzardare un termine. Folk perché la band suona realmente e non solo gli strumenti folkloristici, ma proprio è in grado di comporre dei brani con quelle strutture armoniche. E Doom Metal perché abbiamo davanti un ottimo lavoro svolto per quanto riguarda le chitarre e la sezione ritmica, che rimandano a questo genere. L’ultima componente, non da sottovalutare, è la quasi totale assenza di cantato in Growl. Questo a mio dire innalza considerevolmente il valore dei Ravn, che hanno preferito un cantato in pulito, svolto molto bene dalla frontman, Hildegunn. A confermare quanto detto pocanzi, andiamo ad ascoltare “I Morke Natt” (mi perdonerete, ma scriverò in Italiano i nomi dei brani, rendendo più facile anche la scrittura). L’album è composto da otto brani, e scorre velocemente. Sono assenti momenti morti, non vi sono riempitivi, non c’è nulla che non va in questo album.

 

Skumring” – Un brano di introduzione, che si apre con un giro di accordi cupo e ridondante che ha lo scopo di introdurre il reale primo brano.

Hening” – Il brano si apre con un riffing intrigante e ben sostenuto dalla sezione ritmica. Su questa base musicale, il canto dai tratti folklore si adatta benissimo. Avremo modo di ascoltare e rimanere molto soddisfatti.

Skygga” – A differenza del brano precedente, questo è stato arrangiato in modo da sembrare più Doom, con svariate componenti atmosferiche e melodiche. Tuttavia quando entra il canto, si placa tutto. E’ una ballad folk, dal sapore Doom. Veramente molto ispirato anche l’assolo di chitarra, semplice ed efficace.

Troillskap” – Si apre con un riffing Doom, sul quale la cantante si adatta molto bene. Decisamente è il brano più “aggressivo” ascoltato sinora, con breakdown vari e sezione ritmica molto spinta. Tuttavia v’è sempre quel mood folkloristico, che dona quel tocco di originalità. Solo verso la fine v’è un tocco di Black... Ma molto velato.

Huldra Og Nokken” – Brano che si apre con dei cori, che poi lasceranno spazio al riffing questa volta decisamente melodico. Entrano le acustiche, e tutto si calma con la cantante che ci delizia con la sua voce. Non sono assenti vari intermezzi distorti, ma mai invasivi. Il Doom e l’Heavy si intrecciano elegantemente con il Folk. Presente un assolo di chitarra molto Blues, ma va bene così, ci sta perfettamente.

Heksebal” – Brano proprio Heavy Metal, contaminato da veramente poche cose. Credo sia per spezzare un po' con le atmosfere Folk. Tra sezioni più spedite e rallentamenti vari questo pezzo si fa ascoltare in ogni caso. Solo verso la fine v’è una sezione acustica, che sfocia però in un riffing esageratamente aggressivo, Black ma non troppo.

I Morke Natt” – La titletrack si presenta come una vera e propria canzone tradizionale di quei luoghi innevati e pervasi dal gelo. Interpretazione vocale da brividi, senza ausilio degli strumenti, per il primo minuto e mezzo è da urlo. Quando entra l’acustica, è magia. Delicata ed aggraziata, questa traccia è veramente un gioiello. Poi entra la chitarra elettrica, e c’è un assolo sparato su una ritmica bella tirata a rendere più epico tutto quanto. Il brano termina con la ripresa del tema cantato.

Finn Ly” – Un brano Epic Doom a chiudere questo album, era ciò che mai mi sarei aspettato. Tecnicamente c’è un po' di tutto, dal riffing rallentato alle sfuriate. Ciò che attira attenzione è sempre il cantato, che è anche questa volta ben amalgamato al resto. Oltre a questo, colpisce la grandissima varietà dei brani. Che sono simili tra loro, però al tempo stesso sono strutturati in modo diverso.

 

Un connubio realmente intrigante e molto strano, ma al tempo stesso ascoltabile. Questa è la quarta volta che ascolto questo album e la mia impressione è positiva. Se questi ragazzi si impegnano e riescono a farsi conoscere, chissà se riusciranno a fare il botto. Me lo auguro seriamente. Sono realmente convinto del fatto che questo album possa piacere ad una larga fascia di utenza.

 

 

 

TRACKLIST

1. Skumring

2. Hening

3. Skygga

4. Troillskap

5. Huldra Og Nokken

6. Heksebal

7. I Morke Natt

8. Finn Ly

 

 

 

VOTO

8/10

 

"I Mørke Natt" album teaser

Pubblicata il 2 Giugno 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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