POKERFACE - ''Game On''

POKERFACE

"GAME ON"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

E' un po' di tempo che non mi capita di recensire una band Thrash Metal, russa per di più e capitanata da una tal Alexandra "Lady OwlOrlova, che di tenero e sensuale ha solo le foto ma dietro al microfono è davvero una belva... I Pokerface provengono da Mosca e sono fautori di un potente Thrash Metal, i testi sono pseudosatanisti, truci e parlano di sangue e morte... Via le solite cose; come si può leggere dalla tracklist i titoli dei brani sono tratti dal linguaggio tipico del famoso gioco di carte. “Game On” è il loro secondo full lenght rilasciato a Marzo 2017 dopo “Divide And Rule” rilasciato a Settembre 2015. La band ha subito nel tempo alcuni cambi di line-up, anche dopo l'uscita dell'album, infatti nel disco troviamo:

 

DedMoroz: Basso

Doctor Drums: Batteria

Whitevad: Chitarra

Xen Ritter: Chitarra

Lady Owl: Voce

 

In seguito all'uscita di “Game On” la band ha cambiato i propri componenti sostituendo il batterista con Roman "Yanarrdakh" Pankov ed eliminando una chitarra, ovvero Whitevad.

 

Veniamo ora al disco che si compone di dieci tracce per una durata di quaranta minuti circa:

The Bone Reaper”: bel chitarrone distorto ad aprire le danze, il riff è davvero azzeccato, il sound è pulito e potente, la voce non è mai strillata, quasi un growl che rende il brano ruvido e coinvolgente, il lavoro dietro le pelli è encomiabile. Bello lo stacchetto tutto strumentale sui tre minuti, con l'assolo di chitarra.

The Fatal Scythe”: partenza bruciante sul secondo pezzo, molto molto cazzuta, peccato che la voce rimanga sempre uguale, non si discosta di una virgola dal brano precedente, sembra che la bella Lady Owl non si esprima in modo completo, comunque al di là della velocità e della potenza questo brano non mi entusiasma, suona tutto molto piatto.

Play Or Die”: da dove finisce il precedente pezzo inizia il successivo, anche se il ritmo cambia leggermente diventando un minimo più condensato, la voce risulta meno piatta ma più variata, infatti oltre al growl abbiamo un po' di scream che aiuta a modificare un po’ la monotonia del brano che diventa un tantino più interessante sul finire.

Blackjack”: fortunatamente c'è questo pezzo, saltellante e rimbalzante, batteria grossa e rotonda, le chitarre quasi avvolgenti danno bene il senso della compattezza del brano. Anche il ritornello mantiene un minimo di melodia, sui due minuti assistiamo ad un bell'assolo di chitarrra, poi il finale è in puro stile Thrash Mmetal...

Straight Flush”: rabbioso fin dall'inizio questo quinto brano picchia forte nelle casse dello stereo, la voce è sempre cavernosa e grave, il brano diventa decisamente più rilassato verso il minuto e mezzo per poi ripartire con ferocia ad un ritmo vertiginoso, interessanti le cavalcate chitarre e batteria.

Cry. Pray. Die.”: aiuto! il Thrash Metal si sta impossessando di me! Un pezzo granitico, pesante all'inverosimile e noioso come non mai, non cambia mai, sempre uguale, cosa ti aspetti dal Thrash??? Al di là di un assolo di chitarra e qualche variazione del ritmo questo sesto brano non mi dice davvero nulla.

Creepy Guests”: ecco, questo brano si discosta un minimo dai precedenti. C’è una cura migliore della voce, un struttura diversa del pezzo che lo rende più coinvolgente e meno "mattone" una bella mazzata sui denti e nelle orecchie, anche i riff di chitarra sono più studiati e meno banali, tutto sommato interessante.

Bow! Run! Scream!”: ora si sente pure il basso. L'album piano piano si risolleva, quindi vuol dire che i simpatici moscoviti le idee le hanno e pure buone, infatti l'ottavo brano oltre ad essere un concetrato di Thrash ovviamente è una traccia decisamente ringhiante, veloce e potente.

Jackpot”: un arpeggio di chitarra... O poffarbacco!!! Caro lettore dopo un po' di monotonia, perseverando cominciamo ad ascoltare dei pezzi davvero interessanti, il nono della serie risulta cattivo, il ritornello "Jackpot" viene vomitato direttamente nelle tue orecchie. Struttura varia, diversi assoli, rendono questo pezzo vivace e coinvolgente, bravi mi piace, mi viene pure da muovere il piedino.

Game On”: ultima cartuccia per i Pokerface o ultima carta, ed è la migliore! “Game On” è un brano davvero ben fatto la voce non è forzatamente cattiva, il cantato è in clean e rende davvero un sacco, tre o quattro pezzi così li avrei messi; la chitarra mi piace un sacco come suona, la batteria spacca e di brutto, un pugno in faccia.

 

Ora tirando le fila, cosa ne esce? Un disco ben suonato e ben prodotto ma che risente dell'eccessivo attaccamento al Thrash classico, una voce che rimane sempre troppo uguale in tutti i pezzi, tranne che nella title track dove si sente che la cantante si esprime al meglio, un album per gli amanti del genere anche se nella vita un po' di Thrash Metal ci va!!!

 

 

 

TRACKLIST

1. The Bone Reaper

2. The Fatal Scythe

3. Play or Die

4. Blackjack

5. Straight Flush

6. Cry. Pray. Die.

7. Creepy Guests

8. Bow! Run! Scream!

9. Jackpot

10. Game On

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

"The Fatal Scythe"

Pubblicata il 28 Novembre 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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