PANTHEIST - ''Seeking Infinity'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

PANTHEIST

"SEEKING INFINITY"

"SEEKING INFINITY"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Prima di iniziare a scrivere questa nuova recensione, devo ringraziare assolutamente lo staff della webzine che mi sopporta da quasi un anno ovvero la grandissima Steel on Fire ed il suo Boss ovvero Robin Bagnolati ed anche chi alla fine di tutto correggerà e sanerà gli errori che inevitabilmente farò nel corso della stesura della presente, ovvero l'incommensurabile Giulia.

 

Tale ringraziamento è dovuto al fatto che ogni tanto posso scrivere delle recensioni di album e rendervi consci di band per me importanti nel panorama omnicomprensivo del Metal; ma la cosa figa è che nessuno si incazza se porto del materiale o del lavoro in più, perché quello che ci guida è la passione e la determinazione ed anche e soprattutto la voglia di rendere un buon sevizio alle band che richiedono le nostre "reviews” non tralasciando mai l'obiettività e la professionalità. Recensire per me i Pantheist è una gioia immensa in quanto mi sono avvicinato alla loro musica fin dall'uscita del loro primo album "O Sulitude" nel 2003, il loro Funeral-Doom Metal mi è entrato nel sangue e nell'anima ogni loro nuova uscita per me è come se fosse Natale.

 

I Pantheist nascono nel 2000: il fondatore Kostas Panagiotou ne pone la base in Belgio nella città di Anversa, e per qualche tempo rimane una one man band, successivamente con il passare degli anni il progetto Pantheist si evolve e a Kostas si affiancano svariati musicisti, nel 2001 esce la loro prima demo "1000 Years", nel 2003 come anzidetto "O Solitude", il loro primo album, il sound è sempre arroccato su un solido Funeral- Doom Metal claustrofobico ed oscuro. Nel 2004 la band si trasferisce a Londra per motivi logistici e nel 2005 esce il loro secondo full-lenght "Armatia". La band nonostante ad oggi abbia 18 anni non ha dato alle stampe un numero considerevole di album anzi, diciamo che tra un disco è sempre passato qualche annetto infatti il terzo lavoro esce nel 2008 "Journey Through Lands Unknown": il sound si evolve ulteriormente senza mai comunque discostarsi troppo dal seminato fino ad arrivare al 2011 ed all'uscita del quarto album chimato "Pantheist". Giungiamo ora al 2018 che vede il nostri dare alle stampe l'ultimo disco ovvero : "Seeking Infinity", che ora andrò a raccontarvi con dovizia di particolari. Buona lettura...

 

"Eye Of The Universe" - Questa intro serve all'ascoltatore ad entrare in perfetta sintonia con il sound e le atmosfere create dai Pantheist.

"Control & Fire" - 11 minuti e 45 secondi: ecco la durata del secondo brano che dopo una breve apertura di tastiere esplode nelle casse nello stereo con una potenza incredibile. Il suono è poderoso, rotondo e ricco, la voce è un growl lamentoso, il tutto condito da suoni d'organo e stacchi imperiosi, batteria che parte ad una velocità assurda, mescolando e movimentando il suono. A circa 3:42 minuti tutto si rilassa e rallenta, una voce narrante ci fa entrare in un secondo meandro dove l'oscurità regna sovrana si percepiscono solo i tocchi sulla tastiera e tutto appare ovattato e privo di forma ma poi chitarre e batteria ci fanno rinsavire dal nostro torpore, il suono è compatto, la voce è in clean e mette letteralmente i brividi. Sette sono i minuti trascorsi ed il sound è cambiato nuovamente, siamo arrivati ad una pausa onirica dove un grande assolo di chitarra straccia la quiete fino a qui creata. Un brano particolare che reincarna i Pantheist cosi come io li ho conosciuti, con un'alternanza di parti tirate ed altre direi più rilassate.

 

"500 B.C. to 30 A.D. - The Enlightened Ones" - Si odono tastiere ed una voce sussurrata in secondo piano, poi un arpeggio di chitarra, la voce è cavernosa e ruvida, un pezzo che ha i connotati di una marea nera in lento divenire, un suono crepuscolare di una lentezza ed una potenza disarmante. Se la massa sonora è una nuvola scura gli acuti di chitarra sono dei lampi di luce: quando si dice che la musica è immaginazione. I Pantheist riescono a creare delle atmosfere e delle architetture sonore non comuni che rende gli amanti del Funeral Doom sempre più legati a questo gruppo incredibile anche dal punto di vista emozionale. Dopo una lunga pausa in cui i synth la fanno da padrone, infatti dura quasi 2 minuti (dal min 7:49 al min 9 :23) la chitarra riprende il suo lento incedere coadiuvata dalla batteria che pesa come un macigno, la voce, in questo caso effettata, ricopre tutto. Un brano che suona veramente a morto...

 

"1453: An Empire Crumbles" - Synth ed un arpeggio di chitarra lentamente ci accolgono nel quarto brano dell'opera che dura circa 6 minuti, la voce è una preghiera di morte, un canto gregoriano, lento ed inquietante, un brano propedeutico alla combo di pezzi successivi.

 

"Emergence" - Si sentono le corde della chitarra vibrare, ed espandersi nella la stanza, in seguito la batteria, che, sempre monolitica, compatta il suono, il growl di Kostas sembra provenire da un'altra dimensione e quando il cantato diventa in clean, il pezzo si eleva spiritualmente, il ritmo è lentissimo e spinge il brano ad assumere dei connotati quasi dark ambient. La traccia è estremamente mutevole tanti sono le pause di tastiere contrapposte agli strumenti classici tanto da rendere questo penultimo capitolo dell'opera un vero e proprio capolavoro. Ormai la mia anima è uno straccio...

 

"Seeking Infinity, Reaching Eternity" - Siamo alla fine quindi, e qui veniamo assaliti a bastonate, vedasi batteria, il ritmo è leggermente più elevato e la chitarra si esprime in un paio di assoli davvero interessanti. La voce sembra sempre provenire dall'oltretomba, le tastiere invece rendono il sound spettrale e si alternano con la sei corde. La magia e le atmosfere sfuggevoli di questo pezzo permeano lo spirito dell'ascoltatore tanta è la passionalità ed il trasporto. Personalmente mi sembra di essere tornato indietro nel tempo quando nei miei momenti di assoluta tristezza ascoltavo i Pantheist imparando ad amarli e rendendoli la colonna sonora di un mio essere introspettivo.

 

Signori e Signore io qui urlo al Capolavoro!!!!!!!

 

"Seeking Infinity" è un disco che nella collezione di un amante del Funeral non può mancare, come credo l'intera discografia dei Pantheist, abbiamo aspettato sette lunghi anni ma questa attesa è stata ben ripagata con un album tecnicamente perfetto. Dubbi sulle potenzialità della band non ce n'erano, la Melancholic Realm Productions ha fatto un lavoro eccelso nella produzione, un'opera che dura un'intensa ora, in cui eleganza, passione e morte si intrecciano e rendono "Seeking infinity" una reale perla oscura del Doom Metal.

 

 

 

TRACKLIST

1. Eye of the Universe

2. Control & Fire

3. 500 B.C. to 30 A.D. - The Enlightened Ones

4. 1453: An Empire Crumbles

5. Emergence

6. Seeking Infinity, Reaching Eternity

 

 

 

VOTO

9/10

 

BAND

"500 B.C. to 30 A.D. - The Enlightened Ones"

Pubblicata il 5 Dicembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati