ORDINUL NEGRU - ''Faustian Nights'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

ORDINUL NEGRU

"FAUSTIAN NIGHTS"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Dopo innumerevoli recensioni di band italiane oggi vado a recensire un band black metal di Timisoara (Romania), che vanta ad oggi otto album dati alle stampe per Loud Rage Music, questo "Faustian Nights" in recensione è la loro ultima fatica. Gli Ordinul Negru nascono nel 2004 e sono sempre stati una one man band il cui deux ex machina è Fulmineos, poi dal 2015 la band si è allargata ed ora è composta da quattro loschi figuri:

 

Fulmineos: basso, chitarra e voce;

Putrid: batteria;

Orthros: basso;

Urmuz: chitarra.

 

I suddetti membri vantano una militanza in band storiche della nazione dell'est Europa quali: Syn Ze Șase Tri, Negură Bunget, Dordeduh ed altre; il che rende l'ascolto di questo disco ricco di aspettative ed interessanti spunti che non vedo l'ora di esporvi.

 

"Approaching The Door Of Damnation" - Il primo brano ha un inizio in crescendo con il sinth che muta in un noise di chitarra seguiti dall' attacco di batteria, l'andamento è quasi Doom Metal. Man mano i ritmi diventano sempre più alti, si percepisce in modo distinto il tappeto di tastiere su cui si ergono chitarre e voce. Il pezzo è contraddistinto da parti molto cadenzate e strappi al fulmicotone, le chitarre sono ferine e la voce è un mix tra urlato e scream che in questo mood generale spicca in modo eccelso. A circa cinque minuti addirittura viene introdotto un assolo di batteria seguito da uno di chitarra altrettanto azzeccato. La traccia dura più di otto minuti che passano intensi e veloci.

"Killing Tristans" - Velocissimo il secondo brano contraddistinto da un muro sonoro compatto e massiccio, anche qui l'alternanza di parti più aggressive ed altre più evocative, è possibile cogliere tra una nota e l'altra un cantato baritonale in clean. Un brano che non lesina sorprese, davvero sorprendente. Ci si aspetta un pezzaccio Black Metal mentre invece man mano che la traccia scorre ci si trova al cospetto di qualcosa che puro Black non è... ma soddisfa appieno.

"The Apocalypse Through A Hierophant's Eye" - Un arpeggio di chitarra apre le danze con la batteria al seguito, la voce si presenta cavernosa e roca, il ritmo è intenso e pulito, le chitarre non sono effettate; a fare eco al cantato in growl/scream c’è è un coro in clean che aumenta il pathos, ottimo l'assolo di chitarra che impreziosisce il pezzo. Una traccia che aumenta la sua intensità ad ogni secondo, in questo terzo capitolo dell'opera c'è un maledettissimo riff di chitarra che rimane cristallizzato nella testa, impossibile cacciarlo, Fulmineos è un genio.

"Oculta Kormos" - Un pezzo questo che mantiene una buona dose di melodicità, parte quasi con lentezza e delicatezza ma successivamente comincia a far valere la sua pesantezza. Il brano è cantato con rabbia e ardore mentre il ritornello è molto ammiccante, un brano tutto sommato intenso ed ispirato.

"Elder Magik" - La quinta traccia è assolutamente il giusto seguito della precedente. Anche qui si parte con ritmi blandi per poi esplodere in ritmiche decisamente più forzate e dirompenti. Si sentono in modo distinto le linee di basso che come i fili di una ragnatela compattano il suono. A metà pezzo una serie di voci sussurrate e a seguire delle rimiche che rimadano quasi al folk dell'est europa. Sono sempre presenti gli intarsi di tastiera che vanno ad arricchire ulteriormente una trama musicale già di per se ricca.

"Faceless Metamorphosis" - Sette minuti di fuoco ci aspettano per questa sesta perla nera. I ritmi sono vertiginosi, si sentono i tocchi sulle corde del basso, la batteria è piena e corposa; il cantato è sempre e comunque oscuro e maligno. Il brano è costellato di intermezzi più "rilassati" dove lo scream è sostituito da parole narrate, che contribuscono a rendere il brano meno claustrofobico. Strutturalmente questa è una traccia molto complessa ed intensa.

"Sol Omnia Regit" - Tastiera, batteria e chitarra tessono un ritmo quasi barocco ed inquietante, bello l'ingresso della voce. Un brano cattivo, non per la velocità o la furia esecutiva, ma per l'atmosfera che crea, durante l'ascolto i sensi appaiono dilatati e l'anima nera degli Ordinul Negru permea le difese dell' ascolatore, un brano quasi psicologico.

"Faustian Nights" - Parliamo ora della title-track, nonchè ultima traccia dell'opera che parte subito fortissimo: la batteria è martellante, le chirarre sono pressanti e taglienti. Questo è forse il pezzo più rabbioso dell'intero album, il finale è molto rituale, lento e stiloso da ascoltare fino all'ultimo secondo.

 

In sintesi, il disco è decisamente ben fatto sia dal punto di vista della produzione, davvero sontuosa, sia dal lato stilistico e compositivo. Diciamoci la verià: "nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma" diceva il buon Antoine-Laurent de Lavoisier nell'enunciazione della legge della conservazione della massa, infatti nessuno crea del nuovo Black Metal ma lo si può solo trasformare affinché diventi qualcosa di davvero magico e coinvolgente proprio come in questo disco, dove le melodie e le atmosfere create dagli Ordinul Negru accompagnano per quasi cinquanta minuti l'ascoltatore in un viaggio occulto e suggestivo.

 

Una bella scoperta che arriva al loro ottavo album... Porca pizza non si può conoscere tutto il metal del mondo, colpa mia!!!

 

 

 

TRACKLIST

1. Approaching the Door of Damnation

2. Killing Tristan

3. The Apocalypse Through a Hierophant's Eye

4. Oculta Kormos

5. Elder Magik

6. Faceless Metamorphosis

7. Sol Omnia Regit

8. Faustian Nights

 

 

 

VOTO

8/10

 

"Killing Tristan"

Pubblicata il 15 Novembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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