INFILTRATION - ''Nuclear Strike Warning'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

INFILTRATION

"NUCLEAR STRIKE WARNING"

A cura di Robin Bagnolati,

revisione di Giulia Fordiani

I russi Infiltration sono apparsi sulla scena Metal solo nella primavera del 2017, dalle ceneri della “defunta” band Free At Last. Ai due fondatori Andrey (basso) ed Evgeny (chitarra) si uniscono ben presto Sergey (chitarra), Alexey (batteria) e Paul (voce). Il primo frutto di questo sodalizio è l’EP “Nuclear Strike Warning”, di cinque tracce, uscito in Ottobre 2017 e pubblicato da Wormholedeath.

 

Crisis” – Questa breve intro ci aiuta ad immergerci nell’atmosfera del disco, con messaggi d’allarme e sirene a profusione.

Nuclear Strike Warning” – Dopo l’esplosione che conclude la traccia iniziale passiamo alla title track. Death Metal senza compromessi, veloce e violento. Il growl è bassissimo, la batteria non concede un attimo di sosta insieme al basso. Le chitarre appaiono quasi secondarie, salvo sfociare in un paio di assoli a tutta velocità (il primo) e poi un po’ più lento (il secondo).

The Art Of War” – La violenza, se possibile, aumenta rispetto al brano precedente. Tanto sono potenti e veloci i suoni che in alcuni tratti rischiano la distorsione. Batteria triggerata ma assolutamente trascinante, con un vero muro sonoro creato dalle corde ad affiancarla. In questo pezzo anche il cantato tocca picchi di velocità notevoli, nonostante il growl sia talmente grave da far pensare che non sia possibile.

P.O.W.” – Con il netto rallentamento iniziale verrebbe quasi da aspettarsi una specie di “Ballad Death”… Niente di più sbagliato, perchè ben presto si ritorna a pestare duro. La chitarra parte già in assolo alla fine della prima metà di canzone, una scarica di note in rapidissima successione. Di notevole impatto l’impostazione ritmica del finale.

Razor Wire” – Concludiamo con il brano più lungo, che supera i cinque minuti. L’inerzia del brano non si differenzia di molto dai precedenti. Growl sempre bassissimo, una velocità dello strumentale che non si smentisce. Fortunatamente la lunghezza maggiore porta anche una maggior variazione nel solo di chitarra, più lungo e che passa a due “voci”. L’album si chiude come è iniziato, con le sirene d’allarme.

 

Come scritto in precedenza, siamo di fronte ad un EP Death Metal senza compromessi. Niente di nuovo, ma comunque un lavoro fresco e piacevole da ascoltare. Sedici minuti adatti per scaricare i nervi.

 

 

 

TRACKLIST

1. Crisis

2. Nuclear Strike Warning

3. The Art Of War

4. P.O.W.

5. Razor Wire

 

 

 

VOTO

7/10

 

"The Art Of War"

Pubblicata il 22 Maggio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati