HEART AVAIL

HEART AVAIL

"HEART AVAIL"

A cura di Robin Bagnolati

Stati Uniti, Washington, Spokane: ecco, qui nasce la band degli Heart Avail. Nata nel 2008 dalle idee di Greg Hanson (chitarra) e Aleisha Simpson (voce), la band è completata da Mick Barnes al basso e Seamus Gleason alla batteria e ci presenta un Symphonic Hard Rock ispirato da grandi band quali Evanescence, Nightwish e Within Temptation. Nonostante quasi un decennio di vita, la band ha pubblicato solo il 9 Dicembre 2016 il proprio EP di debutto, un self titled formato da 5 canzoni.

 

Ma passiamo a ciò che più muove la nostra anima schiacciando il tasto PLAY, dando il via a “Broken Fairytale”: riff di chitarra ripetuto, melodia molto rilassante in sottofondo. Quando si inizia ad entrare nel vivo del brano entra la batteria e la chitarra aumenta il volume. Bella la voce di Aleisha, che culla l’ascoltatore nell’atmosfera quasi onirica del brano. Una cosa che colpisce molto di questo brano è la linea ritmica creata da basso e doppio pedale, del tutto non scontata e varia, donando freschezza ad un brano già molto scorrevole e piacevolmente orecchiabile. “Vacillation” è il secondo brano e parte con un riff di chitarra decisamente più rock che metal e sorretto da un’armonia orchestrata molto ariosa. Qui il timbro di Aleisha risuona più caldo ma, purtroppo, in certi momenti sembra sovrastato dal volume della parte ritmica, fin troppo incisiva a livello di volume. Il pezzo è orecchiabile e scorre liscio, ma la parte orchestrata in certi punti suona troppo “finta”. “Always” è solo omonima della ben più famosa canzone bonjoviana: l’intro è elettronica (sembra quasi di trovarsi al cospetto di una bobina di Tesla) e lunghissima e apre ad un momento che lascia un po’ straniti, con dissonanze che non sono vere dissonanze. La parte vocale nel ritornello sembra quasi un corpo estraneo rispetto al resto del brano e non sempre l’intonazione rimane esatta: un netto passo indietro rispetto ai brani precedenti. Passiamo a “No Remorse”: dopo alcuni secondi di silenzio inizia a sentirsi qualche nota, prima dell’inizio vero e proprio piuttosto energico. L’atmosfera si incupisce, la voce si fa più rotonda, la ritmica crea piccole variazioni e cambi di tempo. Per diversi aspetti ci troviamo di fronte al brano più metal ascoltato finora e torna a sollevare le sorti del disco. Davvero un ottimo brano. Chiudiamo l’EP con “Pink Lace”: brano energico, dove la voce di Aleisha è protagonista. Anche questo brano presenta parecchi cambi di ritmo, mentre la chitarra non varia di molto fino a metà brano, dove riprende l’introduzione. Non c’è che dire, l’orecchiabilità è un punto di forza della band. Il finale del brano è molto radiofonico e rappresenta forse la parte più “leggera” di tutto l’EP.

 

Gli Heart Avail ci hanno messo parecchio tempo prima di sfornare questo lavoro, ma le loro fatiche sono state ripagate: l’EP è godibile e ben strutturato, un ascolto per momenti in cui si cercano cose non troppo impegnative. Peccato per la pecca del brano centrale, un mezzo passo falso nell’economia del disco. La parte da protagonista spesso se la prende la batteria, registrata un po’ troppo alta rispetto al resto, ma almeno non annoia con i continui cambi di ritmo e di metrica. Niente che faccia gridare al miracolo, ovvio, ma un ascolto più che piacevole.

 

 

 

 

VOTO

7/10

 

Pubblicata il 8 Gennaio 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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by Robin Bagnolati