EXTRAVASION - ''Origins Of Magma'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

EXTRAVASION

COPERTINA

"ORIGINS OF MAGMA"

A cura di Skandar,

revisione di Giulia Fordiani

Una minacciosa entità dalle fattezze Lovercraftiane troneggia sulla copertina del disco di questa formazione transalpina a nome Extravasion, il lavoro a nome “Origins of Magma” ci presenta una band dedita per gran parte al piu’ classico Thrash di vecchia scuola teutonica con una strizzata d’occhio alla sperimentazione tanto cara ai Voivod e continui flashback ai primi Metallica.


Dopo un’Intro di 30 secondi con effetti di chitarra parte l’assalto frontale con la song ”Flames of industry” dove al già citato Thrash alla Sodom & co., si sentono lontani echi anche della scuola americana Dark Angel e Overkill. Una linea di basso apre la titletrack dove i nostri sembrano omaggiare nei riff iniziali niente poco di meno che i Metallica di "Ride". La canzone si evolve tra consuete sfuriate e passaggi più ragionati che mettono in risalto una discreta tecnica compositiva. “Circle of life”, altra bordata dove allo scream si accompagna un simil growl che trasforma la canzone in una sorta di brano Thrash/Death. Totalmente spiazzante l’intro della lunga “Bankster” con un inizio tra jazz e musica lounge ben presto annientato dal consueto Thrash ignorante che ci ricorda la vera natura di questi ragazzotti francesi. Si tratta di una canzone con ritmi sostenuti e mid tempo ben dosati. La successiva “Consume” non brilla per originalità ma si mantiene sulla falsariga delle altre canzoni con ritmiche serrate e anche qui con un rimando ai Metallica. “La nuit”, altro lungo brano con un intro alla… ebbene sì ancora loro a far capolino, i Four Horsemen, questa volta del black album con l’indiana "Wherever I may roam", tapping a profusione e cavalcata a perdifiato con un break nella parte centrale arricchito da un gradevolissimo arpeggio quasi alla Blind Guardian, ritmiche tribali per una conclusione in tipico stile Thrash per una song godibile anche se un po’ lunghetta. Conclusione di questo disco di quasi quaranta minuti con un altro folle e geniale motivetto parlato in salsa rumba.


Che dire… lavoro dignitoso, ben suonato, non particolarmente originale ma con spunti che possono piacere soprattutto agli amanti del genere e ai sostenitori della nuova corrente di band dedite al Thrash di altri tempi, scevro da commistioni con altri generi e da modernità ostentate come spesso si sente. A mio parere promossi, con la speranza che in futuro riescano a proporre un po' più di originalità staccandosi da alcuni clichè del genere, ma senza snaturarsi eccessivamente.




TRACKLIST

1. Castle

2. Flames Of Industry

3. Origins Of Magma

4. Circle Of Life

5. Bankster

6. Consume

7. La Nuit

8. Outro




VOTO

7/10


BAND

"La Nuit"

Pubblicata il 13 Dicembre 2018

NEWS: robin.reviews@hotmail.com

REVIEWS: redazione@steelonfire.it

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati