EQUINOX - ''The Cry Of Gaia'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

EQUINOX

"THE CRY OF GAIA"

A cura di Andrea Veronesi

revisione di Giulia Fordiani

Gli Equinox sono una Symphonic Prog Metal band francese che dà alle stampe questo interessante debutto dal titolo "The Cry Of Gaia", autoprodotto nel 2014. I musicisti coinvolti vantano grandi collaborazioni a livello internazionale e direi che l'opera che ci propongono è la testimonianza più tangibile delle capacità della band. La line up vede Inophis alla chitarra, Emmanuel Cries alla voce, Pascal Mulot al basso, Aurèlien Ouzoulias completa la sezione ritmica dietro le pelli.

 

Fatte le presentazioni di rito passiamo ai fatti. Si comincia con un intro di cori lirici dal titolo "Moon And Sun" che apre la strada alla title track "The Cry Of Gaia" con la quale ci troviamo catapultati dentro al mondo di questo quartetto parigino. Composizioni firmate dal chitarrista Inophis che si muovono tra strutture progressive, farcite di parti sinfoniche ed orchestrazioni degne di nota, il tutto collegato da cavalcate Power e abbellito dall'utilizzo di cori ma anche di strumenti come gli ottoni e il piano. L’opener è di sicuro impatto e già lascia intendere che ci troveremo di fronte ad un'opera di ottimo livello, curata nei minimi dettagli. La voce di Cries è dotata di un timbro personale e di ottima qualità, sicuramente un valore aggiunto all'intera produzione. Proseguiamo il nostro viaggio con "Time Of The Chosen", introdotta da un muro ritmico di chitarra, la strofa viene imbastita su un giro di piano per poi riesplodere sul ritornello, ma non c'è molto tempo per abituarsi poiché si cambia subito tempo e verso la metà del brano chitarra e sezione ritmica fanno il verso ai Symphony X, salvo poi riprendere il tema della strofa iniziale accompagnata ancora dal piano. Il cantato in questa parte riporta alla mente alcune grandi voci delle band new wave britanniche. Lo xilofono apre "A Light In The Chaos" che prosegue sugli stessi binari già tracciati dai primi brani, ottima linea di basso a sostenere tutta la composizione, i cori lirici continuano a spingere il brano in maniera epica, assolo di chitarra verso tre quarti del pezzo e chiusura. Eccoci arrivati all’ episodio che potrebbe essere un po’ la pietra dello scandalo di quest’opera: la cover di “The Show Must Go On” dei Queen. Scelta che ai più risulterà commerciale e forse perfino un po’ ruffiana, con tutti i rischi annessi del caso. Da una parte scegliere se limitarsi ad omaggiare questa leggendaria band confezionando una copia dell’originale e rischiando di diventare un po’ un freddo Karaoke, dall’altra il desiderio di reinterpretarla facendola propria ma sempre con rispetto per la sua stesura originale per evitare di snaturarla completamente. La versione proposta dagli Equinox si muove su questo difficile quesito mantenendo un credibile equilibrio, per cui maggiore fedeltà nelle strofe caratterizzate da una bella linea di basso e cavalcate Power nella parte più esplosiva del ritornello. La voce di Cries tiene bene e non cerca di fare il verso all’irraggiungibile Freddie, ma una volta fatto proprio il brano lo rende alla sua maniera, il risultato finale è ottimo. Introdotta e imperniata su un arpeggio acustico la ballad “Amber” ci offre un brano dalle tinte ottantiane con un cantato che si accosta seppur con il proprio carattere a quello di Michael Sweet. Ma torniamo a spingere sull’acceleratore con “The Gates Of Universe”, sicuramente una traccia molto articolata con diversi passaggi di tempo molto interessanti, ancora apprezzabile il lavoro di tutta la sezione ritmica, dopo un inizio al fulmicotone, geniale la parte centrale rallentata ed impreziosita dagli onnipresenti cori lirici, finale con la chitarra solista sugli scudi. Con la successiva “In The Eye Of The Prophecy” i nostri ci riportano alla mente i grandi del Power Prog, nelle loro incarnazioni più dirette, piacevole uso delle tastiere che servono come sottofondo ma non disdegnano di emergere dove necessario. Attraversiamo la rhapsodiana “Wings Of Fire”, traccia molto diretta e compatta dove la componente Power è sicuramente predominante ed arriviamo a “Breath Of Life” aperta da basso, piano ed assolo di chitarra rompe presto gli indugi trasformandosi in un interessante composizione progressiva che nei suoi 4 minuti scarsi riesce ad essere molto efficace. Eccoci arrivati ad uno degli episodi meglio riusciti dell’intero lavoro “The End Of Rebirth”, dove la giusta miscela dei generi proposti da vita ad un brano vincente, la perizia tecnica e l’esperienza di questi musicisti è condensata in questa composizione che dovrebbe far riflettere sulla qualità dei gruppi underground che arrivano da paesi che non rappresentano un punto di riferimento per il genere. La chiusura è affidata alla romantica ballad “I Had A Dream” che, soprattutto durante tutta la parte iniziale, ricorda un po’ quei brani dei film della metà degli anni ’80, suonando certamente un po’ datata, ma nonostante questo è certamente apprezzabile l’ottima prova vocale Emmanuel Cries che rappresenta un punto fondamentale per gli Equinox.

 

The Cry Of Gaia” è un album di onesto Prog-Power senza nessuna pretesa particolare di essere “innovativi per forza”, ma tanta consapevolezza delle proprie capacità e tante idee ben assemblate. L’uso dei cori lirici è certamente tipico di diversi generi definiti sinfonici, ma in questo lavoro tutto pare ben equilibrato e pensato per costruire composizioni compatte ma articolate allo stesso tempo. Si tratta di un debutto di ottima qualità nel quale spiccano alcuni brani di assoluto spessore, certamente gli Equinox sono una band di livello e sentiremo ancora parlare di loro.

 

 

 

TRACKLIST

1. Moon And Sun

2. The Cry Of Gaia

3. Time Of The Chosen

4. A Light In The Chaos

5. The Show Must Go On

6. Amber

7. The Gates Of Universe

8. In The Eye Of The Prophecy

9. Wings Of Fire

10. Breath Of Life

11. The End Of Rebirth

12. I Had A Dream

 

 

 

VOTO

7/10

 

"The Cry Of Gaia"

Pubblicata il 20 Settembre 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

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