DISHARMONY

DISHARMONY

"THE ABYSS NOIR"

A cura di Andrea Veronesi

Gli Ateniesi Disharmony giungono al loro secondo lavoro, fresco di pubblicazione per Grimm Distribution. Il quintetto è composto da Christos Kounelis alla voce, alle due asce John Karousiotis e Stefanos Georgitsopoulos, al basso Panagiotis Gatsopoulos ed infine dietro le pelli Thanos Pappas. Il genere proposto è il risultato di diverse influenze dall'Heavy classico al Doom , le sonorità spesso strizzano l'occhio anche al Thrash mentre lo stile compositivo è basato anche su strutture Progressive.

 

L'apertura è affidata alla title track "The Abyss Noir": pezzo subito diretto, tecnicamente ben suonato, accordature sotto come si addice a questi generi. Quando parte la ritmica veloce con i primi intrecci di chitarra pare di trovarsi di fronte ad un giro ritmico dei Symphony X, mentre il cantato di Kounelis diventa subito un tratto distintivo con il timbro particolare e le marcate capacità interpretative ci ricorda un pò lo stile di Mike Patton dei Faith No More. Con la successiva "Vain Messiah" rimaniamo sulla stessa strada del brano di apertura: dopo l'inizio cadenzato, ad una prima sfuriata veloce fa seguito una parte lenta in linea con il moniker della band, quindi disarmonica, tanto che all'inizio spiazza l'orecchio ad un primo ascolto. Sul finale il sound diventa ipnotico. Proseguiamo con "Delirium", costruita su un mid tempo e sulla grande prova interpretativa del vocalist. Verso la metà del pezzo un breve giro di chitarra quasi helloweeniano trae in inganno l'ascoltatore, anche i primi Iced Earth hanno sicuramente influenzato i nostri. Arriviamo velocemente al giro di boa con "This Caravan": i riff veloci iniziali ci spingono verso la dimensione oppressiva e oscura del combo greco che continua a mettere alla prova le nostre capacità cognitive, giocando con il tempo, le tonalità e cambi di difficile assimilazione. Arriviamo alla cover dei Metallica "Disposable Heroes", resa con rispetto e senza scostarsi dall'originale: ottima prova di Kounelis, che cerca di mantenere il suo timbro pur cercando un'affinità vocale con l'originale in alcune parti. In generale il quintetto ellenico sembra trovarsi a proprio agio con le sonorità della Bay Area. Il brano è una bonus track incisa in occasione di una raccolta allegata a Metal Hammer in occasione del trentesimo anniversario di "Master of Puppets". La conclusiva ballad "A Song For a Friend" si apre sognante in acustico, con il pianto di un neonato in primo piano: di fatto è un magnifico brano, impreziosito da una melodia struggente sulla quale si inserisce il violino di Matthew Dakoutros dei connazionali Arts of Semplicity, che ben si sposa con l'atmosfera creata. Qui l'interpretazione del vocalist prende il volo, ottima chiusura.

 

I Disharmony tornano con questo "The Abyss Noir", dopo tre anni dalla loro prima uscita discografica, dopo aver aperto in Grecia per gli Arch Enemy e i Sanctuary, oltre che aver suonato live in diversi festival. La miscela creata è vincente e ben sostenuta da musicisti tecnici e precisi: una menzione particolare va fatta al cantante dotato di un timbro personale e da ottime capacità interpretative. La strada intrapresa è sicuramente giusta, anche se a volte i continui cambi e le dissonanze rischiano di spiazzare l'ascoltatore, non lasciando riferimenti precisi, ma nonostante questo, tante idee e spunti interessanti elaborati in modo personale. La song finale è uno degli episodi meglio riusciti dell'intero lavoro, elegante nel suo malinconico incedere, ci trasporta nel mondo onirico dei Disharmony.

 

 

 

 

 

VOTO

6,5/10

 

Pubblicata il 28 Giugno 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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