CONCEIVED BY HATE

CONCEIVED BY HATE

"DEATH & BEYOND"

A cura di Irene Bargelli

Approdiamo sulle coste di El Salvador con i Conceived By Hate, una band Death/Thrash attiva dal 2002 ed un trascorso abbastanza movimentato. Vari cambi di formazione scandiscono il ritmo della band che, nonostante le sostituzioni, realizza autonomamente il primo EP dal titolo "Lost in the Gardens of Hate" nel 2005 e nel 2009 "Witness of Decay" (entrambi di 4 tracce), nel 2012 esce il loro primo full lenght autoprodotto: "Pestilence Reborn". Nel 2013 entrano in contratto con la Morbid Skull Records cosa che favorisce la nascita dei due vinili "Selective Procreations" (2013) e "Below the Deck of Opulence" (2014) in collaborazione rispettivamente con i Nuclear (che occupano il lato A del primo disco) e i Deceased (che, con 4 brani, hanno il lato A del secondo). Il terzo album in split arriva nel 2015 quando viene pubblicato "Coalition of Death" che contiene 4 brani dei Conceived By Hate e 4 dei colombiani Akheron.

Nel 2016 esce finalmente il loro secondo full lenght dal titolo "Death & Beyond", sempre sotto la casa discografica Morbid Skull Records e Satanath Records.

 

La nostra attenzione cade proprio su quest'ultima uscita e la motivazione è piuttosto semplice: sonorità da paura e voce perfetta al genere rendono l'album degno di nota. La tracklist si apre con "Crossroad Of Fire" e la band lascia subito intendere la propria potenza con un intro che descrive a pieno il genere in cui loro stessi sentono di navigare. La voce di Morbid graffiante e in grado di catturare la scena sonora è perfettamente in linea con lo stile e sebbene spicchi sulla struttura del pezzo, la cosa non dispiace affatto. Per quanto riguarda il testo c'è da dire che è carico di immagini cupe, intriganti e macabre: ancora una volta tutto in linea con la brutalità della band. Il secondo brano è "This Is Underground" e penso che dovrebbe essere la colonna sonora di ogni storia di band underground: descrive a pieno la scena metal odierna e la difficoltà che hanno i meritevoli ad emergere ed essere spalleggiati da case discografiche che non li schiavizzino. Qua si sente un poco di più la componente thrash anche se la voce ci ricorda che di Death, i Conceived By Hate, hanno molto. É messa in musica la rabbia e la forza che devono avere le band underground per emergere, il tutto nominando la loro scena, El Salvador. Possiamo dunque intndere che sia la loro descrizione e la lo riscossa. Non mancano di aggressività e ciò fa loro onore, mantengono alta la linea death senza annoiare. "Chaos Upon Us", terzo titolo nella lista, è la descrizione del brano stesso. Un chaos ben fatto però: cambi improvvisi di ritmiche e tempi, come se il batterista avesse improvvisamente dato di matto, riff caotici quasi da giramento di testa e la stessa potenza vocale. Dalla metà in poi viene introdotto un lieve synth che permette un dimezzamento dei tempi, necessario all'ascoltatore per giungere ad un bellissimo assolo di chitarra che anticipa la conclusione del pezzo. Il chaos è risolto è possiamo passare a "The Underdog" titolo alquanto strambo. Nella prima parte del brano la chitarra solista predilige l'uso di note acute che contrastano con il timbro cupo della voce e della chitarra di accompagnamento. Siamo al cospetto di un brano molto più strumentale degli altri e ben organizzato. Velocità e precisione dominano la scena senza ostacolarsi. Il finale sorprende e lascia in sospeso: l'assolo di chitarra. Scendendo verso la seconda metà del disco si giuge a "We Choose Who Suffers" con una partenza veloce, ma non quanto le precendenti. Una intro di 44 secondi ci proietta in un brano dominato dalla voce, più "tranquillo" degli altri. Tutto scorre perfettamente, niente virtuosismi o prese di posizione di uno strumento sull'altro. Dopo un brano di sottomissione ecco che torna il synth! Torna a farsi sentire nel ritornello, dando al pezzo un atmosfera soft senza farle perdere l'aggressività tipica della band. Adattissimo. Anche gli assoli sono meno carichi, più umili e perfetti. In linea esatta con il senso generale del pezzo in cui anche la voce sembra aprirsi un po' per abbandonare il cupo dei brani precedenti. 6 minuti di puro e instancabile Death. Un finale stoppato perfettamente ci catapulta nella sesta traccia "Worship the Old Ways" in cui nell'intro non emerge nessuno strumento, tutto è equilibrato e dai tempi molto serrati. Anche con questa canzone i Conceived By Hate non deludono le aspettative dell'ascoltatore, donando la stessa grinta e potenza vocale mostrate in tutto l'album. Riff cupi e ripetitivi, batteria ben cadenzata. Differentemente da alcuni brani precedenti qua la voce non emerge sul pezzo rimanendo perfettamente in linea con gli altri membri della band. "Below The Pale Sky", occupante la settima posizione nella tracklist, arriva come un fulmine a ciel sereno: un fantastico ribaltamento dello stile della band. Un'intro melodica, quasi fatata, ricorda molto melodie di bosco. All'entrata delle chitarre la situazione si fa più aggressiva, ma senza perdere l'alone mistico accennato in principio. Tutti gli strumenti si accodano a quella sensazione magica introdotta dal Synth nella parte iniziale dell'introduzione. Quando anche Morbid, alla voce, fa la sua apparizione in scena dopo quasi 1 minuto e 30 di strumentale, l'atmosfera non cambia e rimane sempre molto piacevole: in questo contesto, la parte vocale risulta essere quasi un grido d'aiuto, una supplica. Possiamo però dire che il vero protagonista di questa canzone è Tulio, alle tastiera che realizza dei break musicali contrastanti con la voce, ma totalmente apprezzabili. Una canzone fuori dagli schemi precedentemente evidenziati nel corso dell'album che spiazza chi ascolta. Un disorientamento piacevole, una spettacolare scoperta. Avvicinandosi alla conclusione del lavoro si torna però allo stile che domina tutto "Death & Beyond", infatti con "Summoning The Graves" torna la velocità dei riff ripetitivi delle chitarre, la batteria pressante e la voce che non pare più in cerca d'aiuto, ma quasi incattivita. Nulla di nuovo da aggiungere per questa traccia che rispecchia perfettamente gli altri brani, fatta piccola eccezione per un acuto assolo di chitarra che un po' smorza l'atmosfera senza stravolgerla troppo. Si conclude l'album con "Death & Beyond", traccia che da il titolo a tutto l'album e si capisce il motivo dal primo secondo: la canzone sembra disseminata di piccoli cambi di velocità, di tempo, di sonorità che la rendono molto speciale, diversa dalle altre. Stupefacente come il cambio da un genere ad un altro si noti da una canzone all'altra. Anche qua i riff ripetuti son padroni, ma danno un senso vorticoso che non stona, improvvisi cambi di tono ed entrate sovrapposte delle chitarre catturano continuamente l'attenzione dell'ascoltatore facendolo rimanere concentrato nonostante ogni strumento faccia tutto l'opposto di tutto contemporaneamente. La voce passa quasi in secondo piano, lasciando lunghi spazi ai pezzi strumentali tanto che gli ultimi 2 minuti del brano sono interamente dedicati ad un assolo, ben fatto, di chitarra e batteria. Un ottimo finale per un album che non delude.

 

Sebbene l'uso di synth sia limitato e riff siano un po' troppo spesso ripetuti e cupi (in linea con il genere proposto, ovviamente) i Conceived By Hate meritano un ascolto da parte di tutti gli amati di questa sfumatura di metal perchè davvero sanno stupire.

 

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 5 Maggio 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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