CODERED - ''Dominions Of Our Deceitful Beliefs'' (Steel on Fire - Metal Webzine)

CODERED

COPERTINA

"DOMINIONS OF OUR DECEITFUL BELIEFS"

A cura di Igor Gazza,

revisione di Giulia Fordiani

Il vostro recensore preferito non si riposa mai ed anche tra un capodanno alcolico ed un befana obesa, vi propone la recensione di feroce death metal. Quindi... applauso!!! Il disco in questione è la riedizione di un album uscito nel lontano 2013 e poi riproposto dall' etichetta romena Loud Rage Music nel 2018 con l'aggiunta di una bonus track (vedi pezzo conclusivo).


I CodeRed sono una band romena, fautori di ottimo death metal di stampo americano senza fronzoli e poco dedito a compromessi, ogni brano è un bagno di sangue e 47 minuti (ovvero la durata dell'intero album) sono un mare di sangue che adesso andrò a far sgorgare...


"At His Appearance Dark Red" - Si parte in perfetto stile death-metal old school, quello che mi piace tanto, attacco lento di batteria e chitarra, ritmo in divenire, incazzato ed incalzante, la voce è profonda e cupa. Il lavoro del batterista, tal Septimiu Hărşan, è davvero encomiabile il suono è pesante e rotondo, non mancano dei virtuosismi nel suo lacerare le orecchie dell'ascoltatore. Mi piace molto il basso che oltre a compattare il sound si fa anche ben sentire qua e là durante il brano.

"Symptoms Of General Decay" - La seconda legnata parte con un assolo di chitarra, le ritmiche sono decisamente più elevate del pezzo precedente, tanto che si fa quasi difficoltà a seguire il brano, poi una pausa e la chitarra appare leggermente effettata donando alla traccia un mood suadente. Interessante l'assolo di chitarra distortissima a metà brano. Per rendere l'idea, la canzone ha lo stesso effetto di una grandinata su un vetro tanta è la rabbia e la furia espressa.

"Way Of Nibiru" - Sempre pesate e corposa ci accoglie la batteria all'inizio del terzo capitolo di quest'opera. Violento e cadenzato il brano non è molto lungo ma rende un sacco, infatti i musicisti si cimentano in costruzioni sonore complicate che danno luogo ad una vera chicca. Sono presenti anche due linee vocali (una growl ed una scream) che impreziosiscono ancora di più quanto fatto fino ad ora.

"Crowd Control" - Rumore di spari ed un noise di chitarra si impossessano delle casse dello stereo, poi una batteria a mitragliatrice annienta tutto, un pezzo lunghetto che supera i sei minuti. Bello il lungo assolo di chitarra che spacca letteralmente la struttura del pezzo, anche qui i tecnicismi si sprecano, chitarra, basso e batteria sembrano invasati. Nonostante tutto il brano mantiene una buona dose di melodicità che lo rende meno monolitico e più dinamico.

"Neutron Collision" - Ultracazzuta e rimbalzante questa Neutron Collision, letteralmente una mazzata sulle ginocchia, (parere del tutto personale), a tratti ci sento anche delle partiture death-core che modificano in modo sostanziale l'ascolto del brano. La ricchezza degli assoli combinata con la bravura dei musicisti eleva la composizione musicale sottraendola parzialmente dal concetto di death-metal classico; davvero notevole la chiusura del brano.

"Above Desolation" - L'intro del sesto brano mi piace molto, anche qui viene mantenuta una buona dose di melodicità nonostante il brano risulti molto pesante, il riff di chitarra ripetuto diverse volte nel pezzo rimane nel cervello, anche il ritornello è molto ficcante.

"The Sixth Sun" - Parliamo ora del brano più lungo dell'intero album, otto minuti circa, devastante e sanguinolento come sempre, solo che lacera le orecchie dell'ascoltatore per un tempo infinito, un blocco di basalto immane. Non esistono spiragli o una pausa nell'enorme costruzione sonora, furia e astio si dipanano per tutta la durata del pezzo, tutti gli strumenti compresa la voce imperversano in modo quasi inumano, qui si vede la vera bravura di questa band. Rimango davvero impressionato.

"Burning Wrath" - L'inizio è molto catchy e va in contrasto con il pezzo appena ascoltato, dunque un brano potente e divertente che sul finire dell'album chiude un po’ i giochi. Ricordiamoci che nel 2013 questo doveva essere il brano finale del disco ed in realtà è un po' quello che è, un pezzo molto easy che non vuole fare il capolavoro ma piace per la sua semplicità e orecchiabilità.

"I'm the One" - Nel 2018 viene aggiunto questo brano che, detto tra noi, non aggiunge e non toglie nulla ad un album di pregevole fattura come questo. I ritmi sono altissimi, la batteria smitraglia lavorando all'unisono col basso nell'intento di spaccare il culo ai passeri... Se così la vogliamo mettere. Un pezzo che comunque sebbene sia suonato e gestito ottimamente mi sa di già sentito. Piccola curiosità: questo brano è la riedizione del pezzo di una misconosciuta band romena (i Putrefaction) dove i membri dei CodeRed hanno mosso i primi passi e questa traccia è contenuta in un demo del 2002 dal titolo "Descending Purity"


Vogliamo tirare le fila di questo full-lenght? Sappiamo bene quanto la Loud Rage Music sia professionale, infatti questo prodotto è davvero ben fatto, tutto suona bene ed i brani sono ben collegati l'uno all'altro rendendo il continuum sonoro profondo e lineare. I musicisti (Ioan Campian: basso, Septimiu Hărşan: batteria, Armand Niculescu: chitarra, Andrei Calmuc: chitarra, voce) dimostrano di essere davvero un'ottima band e questa consapevolezza si conferma durante l'ascolto di "The Sixth Sun". Ottimo album per chi ama il detah-metal classico, risulterà un po' monotono per gli amanti del metal di altra fattura.




TRACKLIST

1. At His Appearance Dark Red

2. Symptoms of General Decay

3. Way of Nibiru

4. Crowd Control

5. Neutron Collision

6. Above Desolation

7. The Sixth Sun

8. Burning Wrath

9. I'm the One




VOTO

7,5/10


BAND

"At His Appearance Dark Red [Studio Playthrough]"

Pubblicata il 15 Gennaio 2019

REVIEWS: redazione@steelonfire.it

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by Robin Bagnolati