BLIND SAVIOUR - ''The Master Plan''

BLIND SAVIOUR

"THE MASTER PLAN"

A cura di Andrea Veronesi,

revisione di Giulia Fordiani

Ambizioso esordio discografico per i maltesi Blind Saviour che si cimentano subito con un concept album dal titolo "The Master Plan", autoprodotto e pubblicato il 1 agosto 2016. La band è composta da: Rachel Grech alla voce, Aldo Chircop alla chitarra e tastiere, Campos Gellel alla chitarra, Karl e Robert Friggieri rispettivamente al basso e alla batteria.

 

Con la stessa epicità che ha coinvolto la loro terra d'origine in diversi assedi tra il medioevo e il XVII secolo, i nostri spostano la narrazione in un futuro post-apocalittico nel quale la razza umana combatte una strenua lotta per la sopravvivenza, combattendo contro i robot che ormai dominano il nostro pianeta ed il Salvatore Cieco ritratto nella copertina dell'album, rappresenta l'eroe incaricato di salvare l'umanità.

 

Già dalla pomposa intro strumentale "Beyond The Portals" capiamo subito che ci troveremo davanti ad un album di Power Metal classico, senza compromessi o divagazioni sul tema. Una volta passati "Oltre i Portali" ci immergiamo nella prima vera traccia dall'evocativo titolo "Reign Of The Robot Clans" che ci descrive questa stirpe di macchine che hanno ridotto gli umani alla schiavitù: riff di chitarra serrati e potenti ci spingono a forza dentro alla storia raccontata dall'eterea voce di Rachel Grech che, grazie alla predisposizione melodica del proprio timbro, crea un contrasto vincente e personale con la compattezza sonora delle ritmiche sulle quali non ci si aspetterebbe una voce femminile: il risultato è vincente. Proseguiamo con "Brink Of Destruction", con la quale il consiglio è quello di alzare in maniera esponenziale il volume per apprezzarne la potenza sonora. La presenza delle tastiere non compromette mai la compattezza ritmica, batteria e basso saettano sfoderando un'ottima prestazione. Verso la fine del brano, botta e risposta di assoli tra chitarra e tastiera e chiusura appena in tempo per non cadere nel baratro della distruzione. Apre con un dolce arpeggio pulito la successiva "The Episode", ma se pensate che ci sia un calo di tensione vi sbagliate di grosso, si torna a premere sull'acceleratore sempre accompagnati dalla convincente linea vocale di Rachel. Verso la metà del brano cambio secco e si torna a rallentare per poi riprendere con una parte tutta giocata sui tempi in levare, per una traccia sicuramente più articolata e meno diretta di quanto sentito finora. Passiamo oltre con "The Day After", dove ancora una volta l'apparente calma e dolcezza iniziale lascia presto spazio all'ennesima sfuriata Power in una formula sempre personale e d'impatto. In "Dawn Of Victory" si apre con un tempo di sicuro effetto, sul quale s'innesta un intro di tastiera che lascia presto spazio al consueto muro di chitarre. Arriviamo a metà del brano appena in tempo per goderci gli assoli della chitarra solista quando fa capolino una ritmica vincente con epici duelli tra chitarra e tastiera veramente degni di una battaglia: uno degli episodi più significativi dell'intero lavoro. Nella successiva "Quest For Blue Light" si avvertono forti influenze Speed che si articolano in un brano di quattro minuti senza infamia e senza lode; va sottolineata la consueta preparazione tecnica riscontrata fino a questo punto. Arrivati a "Warrior Of Fire", dall'intro di rhapsodyana memoria, ci immergiamo nell'atmosfera epica della battaglia dal destino incerto che imperversa feroce come la prova delle chitarre, spazio anche per un solo di basso e gran finale. La batteria martellante apre la successiva "Blind Saviour", che costituisce un'altra hit di questo "The Master Plan", circa 6 minuti di soluzioni veramente di gran classe, il cantato ricorda a tratti le linee vocali dei Lordian Guard. Ovviamente con la successiva "Freedom Call", potremmo pensare di trovarci di fronte ad un tributo all'omonima band teutonica vero? Non è cosi... O meglio, non si tratta di un tributo e tantomeno di una cover, ma è indubbio che la radice di questo brano e le influenze che si avvertono siano proprio quelle riscontrabili nelle Power Metal band tedesche. Musicalmente potrebbe essere tranquillamente una canzone degli Helloween o dei Gamma Ray, capite bene che il brano è un altro successo indiscutibile. Siamo cosi giunti all'epilogo con "Revolution", una suite di ben 12 minuti che conferma, se ce ne fosse bisogno, la completa dedizione alle band sopracitate che annoverano nelle loro rispettive discografie brani della stessa durata. Preziosa la prova di tutti i musicisti, autori di una magnifica prova che condensa tutta l'essenza di questo lavoro. Verso la parte centrale splendida apertura progressive con la dolce voce di Rachel Grech, ancora sugli scudi pregevole assolo di chitarra che serve per riagganciarsi al tema iniziale, appena in tempo per un'altra cavalcata prima del liberatorio finale in dissolvenza.

 

Quando mi viene assegnato un lavoro da recensire, cerco sempre di capire cosa mi posso aspettare, a maggior ragione quando si tratta di un debut album. Esordire con un concept non è un compito semplice, per questo all'inizio ho definito ambiziosa questa uscita. Per raccontare una storia, infatti, ci vuole un tema credibile e convincente, una volta scelto bisogna capire cosa raccontare e cosa no, cercando di catturare l'attenzione e di non annoiare chi ascolta. Se a questo aggiungiamo il fatto di utilizzare il Power classico di scuola tedesca al posto della penna da scrivere, capite bene che il compito si fa ancora più arduo perchè diventa estremamente difficile risultare personali e riconoscibili.

 

Detto questo, è ancora più ammirevole constatare che un gruppo all'esordio possa riuscire cosi bene in questa impresa. La storia, musicalmente parlando, è credibile e seppur influenzati dal Power europeo e tedesco in particolare, non si ricade mai nel banale e la scelta di un cantato particolare rende tutta la produzione fresca e personale. I musicisti risultano tecnicamente preparati e sempre all'altezza, capaci di mischiare momenti potenti e compatti ad altri più articolati, un po’ come se con la loro musica dovessero guidare il "Blind Saviour" protagonista della storia.

 

 

 

TRACKLIST

1. Beyond The Portals

2. Reign Of The Robot Clans

3. Brink Of Destruction

4. The Episode

5. The Day After

6. Dawn Of Victory

7. Quest Of Blue Light

8. Warrior Of Fire

9. Blind Saviour

10. Freedom Call

11. Revolution

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

"Reign Of The Robot Clans"

Pubblicata il 20 Febbraio 2018

robin.reviews@hotmail.com

 

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

by Robin Bagnolati