AVENGER OF BLOOD

AVENGER OF BLOOD

"ON SLAYING GROUNDS"

A cura di Diego Testa

Gli Avenger Of Blood nascono a New York nel lontano 2002 come band Thrash Metal e da subito sono partiti con una singola visione e un obiettivo: forgiare il sound in stile Germanic Metal e unirlo a suoni più moderni, creando cosi il loro sound, ovvero un Thrash/Death Metal estremo con influenze molto varie. La band è composta da Shannon Fyre (batteria), R.A. Carnage (voce), B. Gulling (chitarra) e J.Hamilton (basso). Dopo diverse esperienze in Live e dopo diversi album siamo qui per parlarvi di “On Slaying Grounds” album rilasciato da Times End Records (USA) il 15 Luglio 2016.

 

L'album del quartetto inizia con l'omonima "On Slaying Grounds" che ha un introduzione inquietante, che viene susseguita dalla chitarra tagliente di Gulling e dalla cattivissima voce di Carnage. Già dalla prima canzone si capisce la loro rabbia e la voglia di distinguersi. Subito dopo si passa a "Warbound", canzone che ti ricorda che il thrash metal old style è ancora vivo e che nonostante gli anni continua a spaccare! A seguire c'è "Sealed In Blood", brano che unisce il thrash metal a un death metal sperimentale: insomma, non si parla dei riff sentiti e risentiti... Come quarto brano troviamo "Aggressive Psychotic Behavior": una canzone davvero devastante, cattiveria pura. Qui si percepisce il thrash più puro con riff spezza ossa e cavalcate paragonabili agli Slayer. Subito dopo troviamo "Under The Death Cross", un mix di odio e blast beat senza fine, che fa capire le loro intenzioni e la loro voglia di spaccare tutto... e ci stanno riuscendo benissimo! Passiamo a "Instruments Of Chaos", brano che mi ha colpito tantissimo sopratutto per l'assolo che riesce a unire la melodia alla cattiveria assoluta: davvero un gran pezzo, consigliato agli amanti del genere. Continuando l'ascolto ci troviamo di fronte a "Spawn Of Evil", che in meno di 3 minuti riesce a catapultarti in un mondo pieno di odio e rabbia verso ogni essere vivente: anche qui c'è un assolo fantastico, veloce e aggressivo, probabilmente il pezzo più devastante dell'album. Successivamente ci imbattiamo in "Echoes Of Bloodshed": una canzone molto valida, che riesce ancora a farti fare headbanging nonostante il tuo collo sia ormai staccato dal resto del corpo. Arriviamo quindi alla fine con "A Curse From The Grave" che, grazie ai suoi riff, conclude l'album nel migliore dei modi.

 

Dopo aver ascoltato tutto l'album più di una volta posso dire che merita davvero. Questo album è ricco di idee, di voglia di farsi conoscere e di un sacco di sfumature che riesce a farti apprezzare il loro lavoro sotto ogni punto di vista. Bisogna dare spazio a band come loro, perchè hanno talento e, per far si che questo si realizzi, bisogna supportarli. Quindi ragazzi, date un ascolto. Io vi saluto, alla prossima recensione!

 

 

 

 

VOTO

8/10

 

Pubblicata il 9 Marzo 2017

Insieme a voi dal

12 Ottobre 2016

robin.reviews@hotmail.com