ATRIUM NOCTIS - ''Aeterni'' (Steel on Fire - Metal Webzine)
TITOLO

A cura di Igor Gazza

Colonia, in questa incantevole città sita a nord ovest della Germania nascono nel 2002, da un'idea dell'eccentrica tastierista Hydra Gorgonia gli Atrium Noctis, band molto particolare che fonda le sue radici musicali su un black metal metal molto melodico e commerciale con degli spunti folk e combinato con influenze classiche quali Dvorak e Beethoven ad impreziosire ulteriormente il prodotto. La band, dopo svariati cambi di line-up, risulta così composta:


Hydra Gorgonia: Tastiere, synth e chitarra acustica

Hein: Voce

Sturm: Chitarra

Rhadamanthys: Chitarra

Uhtred: Chitarra

Nemrod: batteria

Kalliope: voce


Con questo "Aeterni" che esce nel 2017 per la Sliptrik Records il gruppo tedesco è al suo quarto album ed ora vado a farvi un track by track. Sono sette brani per un totale di quasi 44 minuti di musica....


"Datura Noir" - L'inizio è epico e pomposo, batteria e tastiere sugli scudi, una voce aulica ben si inserisce nell'esecuzione, poi le chitarre e le voci scream e growl che a me non sono piaciute minimamente nonostante si cerchi di avere una malignità di fondo, ci si ritrova con un gran mischione di grugniti che confonde l'ascoltatore. A questa situazione ci vogliamo aggiungere il fatto che questo è il primo pezzo del disco, che dura 8 minuti, mi vien da pensare che sia anche legittimo premere "stop" sul lettore e cambiare cd... Ma se non l'hai ancora fatto tranquillo, ci si solleva un po' con il ritornello che in effetti è ben azzeccato e rimane in testa.

"Zerberons Erwachen" - Altro pezzone da 8 minuti e mezzo, la batteria suona bene, le chitarre sono ben gestite e devo ammettere che qui il cantato è meno confusionario ma più lineare, nessun mix di grugniti assurdi. Ai 3 minuti una voce narrante in tedesco blocca la musica, che riparte in maniera repentina sui 4 minuti. Un pezzo tutto sommato in linea con il precedente, con una quantità di tastiere incredibile, interessanti sul finire gli spunti di chitarra che in tutto questo marasma sonoro riescono a ritagliarsi uno spazio, esprimendosi anche in qualche buon assolo.

"AD" - Un interludio folkeggiante anche piuttosto divertente all'inizio ma poi assume le fattezze di una metal-polka, con il cantato in black metal, che davvero poco c'entra con le premesse fatte nei due brani precedenti, l'ho trovato un dito in un occhio.

"Leviathan" - La voce narrante in tedesco ci accoglie nel quarto capitolo dell'opera, poi le tastiere che imprimono quel senso si austerità e nobiltà, buono il coro che inneggia al leviatano, un brano che se non fosse sempre per il solito scream (non cambia mai sempre le medesime linee vocali) avrebbe dei connotati di maestosità ed epicità non comuni, infatti ha dei buoni cambi di tempo e riesce a tenere l'ascoltatore attento per tutti i suoi 9 minuti e trenta secondi. Ben riuscite anche le cavalcate di chitarra impreziosite dalle tastiere che spingono il brano in modo deciso, direi quasi con entusiasmo il brano finora meglio riuscito, mi vien da dire che allora qualche numero gli Atrium Noctis lo hanno.

"AD II" - Un altro interludio questa volta con dei contenuti epici, che ben si sposa, a mio parere con il pezzo precedente, struttura molto ampia e maestosa, ben suonato e ben gestito ma che ha quel non so che di già sentito.

"Die Nacht des Falken" - Un buon dark metal corroborato in questo caso da un utilizzo intelligente delle due voci scream e growl, anche qui a farla da padrone sono le tastiere e le cavalcate di chitarra, che riempiono tutti gli spazi e rendo il brano piacevole, questo è il pezzo più lungo dell'intera composizione, infatti si superano i 9 minuti e 37. Qui fa anche la sua comparsa il cantato femminile, non solo sotto forma di coro, ed è un vero peccato perché Kalliope è davvero brava e forse un suo utilizzo maggiore avrebbe fatto guadagnare punti a questo album, infatti ad ogni suo incedere si sente emotivamente qualcosa di bello, qualcosa di diverso e fresco. Comunque nel complesso lo posso definire un buon brano.

"ADE" - L'album si conclude con un triste arpeggio di chitarra.


Cosa posso dire: l'album in recensione è sicuramente ben suonato e ben prodotto, ma ho come l'impressione che si cerchi di fare il verso a qualche band ben più conosciuta ma senza trovare la giusta collocazione. Strutture musicali che raccolgono qua e là dai vari gruppi inglesi e norvegesi, mischiando tutto come in un frullatore, come anzidetto non ho apprezzato particolarmente il cantato scream e growl che sinceramente ho trovato mal gestito in alcuni brani, il primo su tutti, il cantato femminile apparso nell'ultima traccia è stata sicuramente una bella sorpresa, peccato che si sia sentita solo lì, ed è un vero peccato perché avrebbe fatto una bella figura anche in qualche altra traccia. Questo è un album che migliora leggermente man mano che arriva alla fine arrivando alla suo picco con la penultima traccia. Quindi, se non siete dei fanatici del genere, o se per nessun motivo al mondo volete perdervi il pezzo "AD" con la sua metal-polka potete tranquillamente tralasciare questo disco.



TRACKLIST

1. Datura Noir

2. Zerberons Erwachen

3. AD

4. Leviathan

5. AD II

6. Die Nacht des Falken

7. ADE



VOTO

5,5/10


BAND

"Zerberons Erwachen"

Pubblicata il 29 Giugno 2019

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