ADRIAN PAIN

ADRIAN PAIN & THE DEAD SEXY

"MIXED MESSAGES"

A cura di Diego "In Flames" Princi

Eccomi qui, a parlare per la prima volta di Adrian Pain & The Dead Sexy, progetto "Allcore" nato nel 2010. La band nasce da un'idea di Adrian Pain e suo figlio (nonché batterista della band) Ethan Clark, in un periodo difficile per Adrian per via dei suoi problemi legati alla depressione... da questo infatti si capisce la sofferenza percepita nei suoi testi. Ma veniamo alla musica, parliamo oggi di "Mixed Messages" EP uscito il 10 Febbraio 2017 e che si presenta (a detta di Adrian) come un lavoro in qui è stato inserito un "messaggio" che l'ascoltatore si spera arrivi a cogliere. L'ep è composto da 5 tracce ed ha una durata complessiva di 24 minuti circa.

 

Ma ora parliamo delle tracce nello specifico, si inizia con "In Time", brano che mixa Post-Hardocore, Nu Metal e un pizzico di Metalcore. Scorre molto bene in cuffia, facendo capire che puntano alla semplicità e non vogliono far annoiare il pubblico con tecnicismi e virtuosismi di vario tipo, la voce che passa possa poi da scream/growl molto leggeri a un clean molto post-hc è utilizzata saggiamente. Nel secondo brano, ovvero la Title Track "Mixes Messages", è presente una strana aura.. malinconica e violenta allo stesso tempo, il ritornello colpisce al cuore il cantante mentre in clean pronuncia "I Love You" e subito dopo in scream "I Hate You". Parte molto ben studiata e che perfettamente si sposa con il testo e a parte musicale del brano. "Say It Like You Mean It" è il terzo brano, più calmo e carico di malinconia rispetto ai due precedenti. Qui la voce non entra mai in scream e si unice a gli strumenti che suonano molto lenti e carichi di tristezza, inserendo anche una voce femminile durante il chorus. Un brano che a grandi linee può ricondurre al sound di "Gore" (Deftones, band a cui infatti si ispirano). Eccoci quasi alla fine, arriva "Day One": canzone che rientra perfettamente nella categoria NuMetalcore e, ancora una volta, si intusice il malessere che negli anni ha accompagnato Adrian. Verso la fine del brano si sente anche il primo vero e proprio assolo, di buona fattura e che non scade nel banale. Siamo ora a "Somewhere out There", ultima traccia di questo EP. Anche qui le chitarre distorte e la "violenza" lasciano spazio a melodia e tristezza che fuoriesce da ogni nota e frase pronunciata. Ottima la linea di basso, che si fa sentire più presente rispetto alle altre tracce.

 

Bene, in definitiva questo EP è un buon lavoro, per quanto mi riguarda emozionante e fa ben presagire per i futuri lavori della band. Il voto finale che do è un 7.5, riescono a far sentire cos'è la tristezza e uniscono il "già sentito" a nuove sonorità, creando un mix vincente e perfettamente fruibile. Ora non ci resta che aspettare nuove notizie e nel frattempo riascoltare questo EP, perché ogni volta colpisce come fosse la prima!

 

 

 

 

VOTO

7,5/10

 

Pubblicata il 13 Febbraio 2017

robin.reviews@hotmail.com

 

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